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Furbetti del "gettoncino", maggioranza: «M5S predica bene e razzola male». Bassi: «Scuse o querelo»

Lo rilevano in una nota i consiglieri comunali di maggioranza Roberto Decarli, Patrick Karlsen e Marco Toncelli

«Fa quasi tenerezza la polemica del M5S sui gettoni presenza in Consiglio comunale, perché se proprio si vuole parlare di furbetti del gettone non dimentichiamo che il terzo grillino presente in Consiglio comunale, da tempo adepto del capocomico genovese, nonché cavalier servente del Capogruppo in Consiglio comunale, ben si guarda dall'uscire dalla maggioranza con cui è stato eletto, perché questo comporterebbe per lui, sempre formalmente aderente al Gruppo Misto, il dimezzamento delle proprie presenze nelle commissioni consiliari e quindi la riduzione del numero di gettoni».

Lo rilevano in una nota i consiglieri comunali di maggioranza Roberto Decarli, Patrick Karlsen e Marco Toncelli

«Rimandiamo quindi ai mittenti - continua la nota -, questi aspiranti moralizzatori del XXI secolo, ogni accusa sull'organizzazione dei lavori proposta dalla Conferenza dei capigruppo, in cui si è deciso unanimemente di proseguire i consigli comunali sul Piano Regolatore fino a notte per dare alla città uno strumento di pianificazione che manca da molti anni. Ed in quella sede il M5S non aveva posto obiezioni, salvo poi uscirsene con questo comunicato stampa che ha come unico obiettivo quello di racimolare un pò di consenso a buon mercato».

«È - ancora i consiglieri -  proprio questo il tema di fondo: i moralizzatori del nuovo millennio sono da tempo impegnati in una guerra di potere interna che ricorda molto le faide dei vecchi partiti (che a parole dicono di combattere), e devono ricorrere a tutti gli strumenti utili pur di salvare la loro presunta verginità e mantenere le rispettive poltrone messe in pericolo dalla moglie di un europarlamentare molto attivo nel denunciare le scie chimiche e che ha assunto come portaborse un ex consigliere regionale trombato alle ultime elezioni (alla faccia della lotta al familismo e balle varie di cui si riempiono la bocca da quando esistono!)».

«Se proprio - concludono non se la sentono di partecipare a tutta la durata dei lavori delle sedute del consiglio sul PRGC, dopo aver presentato strumentalmente tutta una serie di emendamenti al documento urbanistico che ci costringeranno a più sedute (quindi maggiori costi), possono tranquillamente starsene a casa, tanto questi signori, dal Parlamento ai Comuni, ci hanno abituato a salire sui tetti, gridare a complotti ai quattro venti e a sottrarsi sistematicamente ad ogni responsabilità».

Paolo Bassi, tirato in ballo tra le righe dai consiglieri ha affermato in calce alla nota pubblicata da Marco Toncelli su facebook: «Di patetico c'è soltanto il capogruppo del Pd che si inventa dimezzamenti di commissioni inesistenti. Il numero di commissioni a cui partecipo sono 3, come gli altri membri del gruppo misto. Essere formalmente in maggioranza è un fatto determinato dal l'aver votato il programma del sindaco nel 2011, scelta che coerenza personale non intendo disattendere, fermo restando che ogni nuova delibera che arriva in consiglio è nuova e voto secondo la mia coscienza. Purtroppo invece la scelta dei consiglieri del Pd di scegliere un personaggio come Toncelli che scrive falsità gratis, come capogruppo estende a tutti loro la complicità nelle ridicolaggini che scrive. Imbarazzante, davvero imbarazzante».

«Consiglieri Decarli Karlsen e Toncelli - conclude - in carenza di vostre scuse pubbliche e formali, a causa delle falsità che avete scritto sul mio conto mi troveró costretto a tutelare la mia dignità personale nelle sedi competenti».

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