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Comitato Faunistico, Lav: «Evidente e antidemocratico sbilanciamento in favore dei cacciatori»

«La proposta uscita dal cilindro della coppia di amministratori, prevede che il nuovo Comitato Faunistico sia composto da 7 rappresentanti delle associazioni agricole, 8 rappresentanti delle associazioni venatorie e 5 rappresentanti delle associazioni ambientaliste»

«La stampa ci informa che la Presidente Serracchiani e l’assessore alla caccia Panontin, il 4 settembre hanno preso parte a un convegno organizzato da un’associazione venatoria, tessendo le lodi del loro operato a favore dei cacciatori. La perla della serata è stata la presentazione della nuova ipotesi di governance affidata al Comitato Faunistico regionale».

«A tal proposito la Corte Costituzionale si era già espressa nel 2009 sentenziando che le disposizioni regionali violavano il principio di rappresentatività democratica dei vari portatori d’interesse. Ora la proposta uscita dal cilindro della coppia di amministratori, prevede che il nuovo Comitato Faunistico sia composto da 7 rappresentanti delle associazioni agricole, 8 rappresentanti delle associazioni venatorie e 5 rappresentanti delle associazioni ambientaliste. Un evidente e antidemocratico sbilanciamento in favore dei cacciatori – dichiara Guido Iemmi della Responsabile istituzionale LAV Fvg – è chiaro che da un comitato così composto non potrà mai uscire una decisione di buon senso che, per esempio, possa diminuire il numero di animali uccisi ogni anno dai cacciatori nel loro sanguinario passatempo. Oltre ad essere fortemente sbilanciato in favore dei cacciatori, il comitato faunistico appare anche gravemente antidemocratico. A livello regionale, infatti, i cacciatori rappresentano un’esigua minoranza, che si attesta attorno all’1%, rispetto ai contrari alla caccia, che da sempre rappresentano l’80% dei cittadini».

«È necessario inoltre considerare che la tutela dell’ambiente è una materia sottoposta alla potestà esclusiva dello Stato nel rispetto dell’art.117 della Costituzione. E’ chiaro quindi che la Regione si appresta a violare ancora una volta le norme nazionali in materia di tutela della fauna selvatica. Se l’assessore Panontin e la Presidente Serracchiani vogliono dare una risposta costruttiva alla sentenza della Corte Costituzionale, possono farlo, al di là dei proclami rilasciati alla platea di cacciatori, disponendo che le rappresentanze nel Comitato faunistico siano realmente equilibrate, prevedendo lo stesso numero di rappresentanti per i cacciatori, gli agricoltori e gli ambientalisti e soprattutto disponendo che i posti destinati a queste due ultime categorie non siano occupati da persone in possesso della licenza di caccia, come invece accade da sempre».

«In caso contrario segnaleremo ancora una volta la violazione costituzionale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – conclude la LAV».

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