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Gender, Zilli (Lega) non molla: «C'è parte politica che ne nega l'esistenza»

Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, torna sull'argomento che ha tenuto banco la scorsa settimana in Aula: «C'è una parte politica che continua a negare l'esistenza di una teoria del gender eppure, sono in tanti a parlarne e a denunciare la sua introduzione nelle scuole».

«C'è una parte politica che continua a negare l'esistenza di una teoria del gender eppure, sono in tanti a parlarne e a denunciare la sua introduzione nelle scuole». 

Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, torna sull'argomento che ha tenuto banco la scorsa settimana in Aula, dove è stata discussa la mozione contro l'introduzione nelle scuole di ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l'ideologia gender, firmata assieme al collega Luca Ciriani (FdI-AN), mozione poi respinta dalla maggioranza Pd insieme con i voti del M5s.

«Non riusciamo a concepire . continua -  una scuola che voglia entrare nell'educazione e nell'insegnamento di tematiche così delicate. Quello che vogliamo non è eliminare la tolleranza o la lotta alla discriminazione, ma cercare di lasciare in capo alle famiglie la scelta di come educare i propri figli, soprattutto in tenerissima età, in relazione alla sessualità e all'affettività". Proporre una mozione per impedire il fiorire di modelli riconducibili alla teoria gender nelle scuole è stato un atto doveroso e corretto nei confronti di tutti quei genitori che si sono dimostrati, a ragione, preoccupati per la pericolosa deriva che sta prendendo l'educazione nelle scuole soprattutto dell'infanzia ed elementari della nostra Regione». Barbara Zilli-2


«Ben vengano - concludono - quindi momenti di approfondimento pubblico, ad esempio come quello svoltosi a settembre a Latisana o come quello che si svolgerà domani in Provincia - dal titolo "Gender e scuola, la pace apparente", al quale parteciperà anche il professor Gianfranco Amato e il professor Roberto Castenetto - incentrato proprio sulla relazione tra teoria gender e scuola, alla quale sono stati invitati a partecipare molti genitori. Da parte nostra, abbiamo già chiesto al presidente della VI commissione Franco Codega di chiamare in audizione le famiglie e quei comitati che già da diversi mesi stanno conducendo la loro battaglia per impedire che nelle scuole vengano proposti questi modelli educativi che negano il cardine fondante della nostra società, la famiglia tradizionale e che nulla hanno a che fare con il ruolo della scuola».

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