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Giornata Onu dei Diritti Umani: l'appello del Comitato Danilo Dolci

«Oggi discriminare è politicamente premiante: laddove la povertà spaventa, la soluzione sembra essere distinguere gli uomini e selezionarne i destini a seconda delle rispettive appartenenze»

Domenica 10 dicembre in piazza Unità accanto alla targa del preannuncio delle leggi razziali, monito perenne della barbarie fascista, è stato ricordato il significato della giornata ONU dei Diritti Umani.
In tale occasione è stato letto e diffuso il seguente appello del Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci di Trieste per la giornata dei Diritti Umani:
«Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione  Universale dei Diritti Umani. Ci si avvia quindi verso il 70° anniversario che celebreremo nel 2018, ma quanti dei 30 articoli di questa dichiarazione non sono mai stati rispettati e quanti sono annebbiati anche nella civilissima Europa?»
«“Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità”, come recita quella Dichiarazione, è dovere morale di tutti vigilare che tali diritti non siano calpestati».

«Segnali preoccupanti di intolleranza e di chiusura di tipo nazionalistico si affacciano nuovamente agli inizi di questo secolo, comprese le continue persecuzioni religiose accompagnate dalla permanente attualità dei villi attentati ai cittadini inermi. Ideologie e culture autoritarie si intrecciano con nuove forme di xenofobia, odio e ostilità che attentano ai diritti più fondamentali della persona umana quali il diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona (art.3 della Dichiarazione), alla libertà di movimento ( art.13)».

«Oggi discriminare è politicamente premiante: laddove la povertà spaventa, la soluzione sembra essere distinguere gli uomini e selezionarne i destini a seconda delle rispettive appartenenze. Religiose e territoriali anzitutto: dai messicani da relegare dietro a un (nuovo) muro ai musulmani da rispedire nei paesi in guerra da cui sono fuggiti, prosperano i movimenti politici che fanno della paura del diverso la loro bandiera».
«Facciamo appello alle istituzioni, alle organizzazioni sindacali e alle strutture scolastiche, all’ associazionismo democratico italiano e sloveno della nostra regione e soprattutto ai mass-media : promuovano conoscenza dei diritti umani che genera coscienza civile e che non può essere offuscata dalle incertezze e paure legate alla crisi economica e alle grandi dinamiche globali come l’immigrazione».

«La nostra città che al suo interno conserva luoghi testimoni di tante sofferenze che hanno ignorato i più elementari diritti umani possa diventare città laboratorio di pace e raccogliere le forze migliori che camminino insieme il 1 gennaio nella Marcia per la Giornata Mondiale della Pace.
Scrisse Primo Levi: “C’è ancora un fascismo, non necessariamente identico a quello del passato. C’è un nuovo verbo: non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti; dove questo verbo attecchisce, alla fine c’è il lager”».

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