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Giornata della Memoria, Iacob: «Impedire il ripetersi di simili tragedie»

L'intervento del presidente del Consiglio regionale Franco Iacob

Il ricordo della Shoah, come tragedia collettiva dell'Europa, ha toccato livelli sempre più alti di partecipazione consapevole in tutte le Comunità nazionali - ha esordito il presidente del Consiglio Franco Iacop nel suo intervento - e l'istituzione del Giorno della Memoria ha contribuito a far crescere una diffusa coscienza pubblica, soprattutto tra i giovani, grazie alle attività e alle iniziative nelle istituzioni, nelle scuole, nell'informazione.

«Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia contribuisce da diversi anni alla costruzione di una "Scuola della memoria" sostenendo la promozione delle visite conoscitive degli studenti nei luoghi dell'Olocausto. Viaggi che consentono di fissare nella mente dei più giovani i campi in cui era racchiusa una umanità dolente, fatta di donne, vecchi, bambini. Sono le immagini che emergono dai campi di concentramento nazisti dove venne annientata l'identità e la dignità dei deportati».

Il Consiglio regionale ha ricordato con un'iniziativa editoriale la prigionia di Giulio Cargnelutti, insegnante e scultore di Tolmezzo, sospettato di attività partigiane e deportato a Buchenwald, da dove potè tornare in Friuli portando con sé un taccuino di disegni e appunti che è stato donato al Museo di quel campo di sterminio. 

»Oggi ricordiamo la Shoah attraverso la Memoria, uno dei grandi valori e un elemento costitutivo della civiltà e della identità ebraica. Ricordare le grandi tragedie collettive deve servire a questo: a spingerci a pensare agli innocenti di oggi e di domani e al nostro dovere di migliorare il mondo che abbiamo trovato, facendo tesoro delle esperienze di tutti i tempi, di quelle positive e di quelle distruttive. Se maturerà in noi questa consapevolezza, allora il nostro ricordo della Shoah non sarà solo la commemorazione di un crimine fra i più efferati mai commessi dall'Uomo.

«La barbarie si può presentare anche con nuovi segni distintivi. Pensiamo al terrore seminato dagli uomini che sventolano le bandiere nere e che spargono sangue innocente nei Paesi martoriati del Medio Oriente e dell'Africa».

Iacop si è quindi rivolto ai consiglieri: «Cari colleghi, quando abbiamo giurato in quest'Aula l'abbiamo fatto sapendo che il nostro dovere ci portava a riflessioni inequivocabili contro l'antisemitismo e contro ogni violazione del principio di pari dignità e uguaglianza davanti alla legge. Lo dice l'articolo 2 della Costituzione italiana, ma lo ribadisce anche il secondo articolo del Trattato sull'Unione europea che fonda i suoi valori sul rispetto della dignità umana e quello del rispetto dei diritti umani. Questi valori della non discriminazione delle minoranze, della giustizia, della solidarietà sono comuni agli Stati membri».

«L'Europa è soprattutto questo. Le ragioni del nostro stare insieme sono lì, in quel fondamento di pace e civiltà. Ricordando l'Olocausto diamo un insegnamento ai vivi, un insegnamento sulla vita e sulla morte, la crudeltà e la compassione, perché l'obiettivo di noi tutti è di impedire che le pagine più tragiche del secolo passato possano diventare il futuro dei nostri figli».

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