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Gombacci e de Vita (Giovane Italia): gli "Accampati" non sono Rappresentativi di tutti i Giovani

Pubblichiamo una nota stampa della Giovane Italia di Trieste Dopo essere stati accampati per giorni in Piazza Unità, dopo essersi opposti alle forze dell'ordine, dopo aver occupato Piazza della Borsa, abbiamo assistito alla scena peggiore: un...

Pubblichiamo una nota stampa della Giovane Italia di Trieste

Dopo essere stati accampati per giorni in Piazza Unità, dopo essersi opposti alle forze dell'ordine, dopo aver occupato Piazza della Borsa, abbiamo assistito alla scena peggiore: un gruppo di cosiddetti studenti indignati hanno sbeffeggiato i bersaglieri in parata per il 3 Novembre.

"Non si può continuare così e il tutto con l'accondiscendenza del sindaco Cosolini" - affermano il coordinatore Marco Gombacci ed il presidente Giuliano De Vita della Giovane Italia Trieste.

"La democrazia e la libertà si basano su regole. Ben vengano confronti tra studenti ed istituzioni, ma nelle sedi adeguate come può essere il Consiglio degli Studenti dell'Università, non in piazza occupando illegalmente gli spazi pubblici" - continuano i due dirigenti dei Giovani del PdL.

"Tutti noi giovani siamo preoccupati per il nostro futuro, anche per colpa di una classe dirigente che ha governato il nostro paese per 50 anni senza mai pensare alle nuove generazioni, ma bisogna chiedere riforme strutturali, riforme che riducano la disoccupazione giovanile e che ridiano sicurezza per il futuro, e non richiedere meramente, come trapela dalle richieste degli studenti della Sinistra antagonista, un centro sociale autogestito, che, purtroppo è ben lontano da essere la panacea dell'attuale crisi economica.

Per quanto riguarda poi i problemi dell'ediliza scolastica degli istituti superiori (ormai messi del tutto in secondo piano dagli stessi manifestanti) ci chiediamo cos'abbia fatto e cosa stia facendo la provincia guidata dalla Bassa-Poropat, che è l'ente competente, del tutto assente in questi giorni.

Noi vogliamo rappresentare quei tanti giovani, che non imbrattano le piazze e si infilano nei cortei per prendere in giro le forze armate, ma che danno il loro contributo alla società impegnandosi nello studio e nel lavoro, e crediamo che gli strumenti migliori che hanno a disposizione i giovani per cercare di cambiare davvero le cose siano quelli offerti dalla scuola e dalla partecipazione seria e costante alla vita della comunità" - concludono Gombacci e De Vita


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