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Grizon e Romita (Pdl): Cosolini in cinque Mesi ha “Commissariato” la Provincia

Pubblichiamo una nota stampa di Claudio Grizon e Massimo Romita, consiglieri provinciali del PDL La presidente Bassa Poropat avrebbe potuto trovare alcuni milioni di euro vendendo una parte del patrimonio immobiliare ma ha scelto altre priorità...

Pubblichiamo una nota stampa di Claudio Grizon e Massimo Romita, consiglieri provinciali del PDL

La presidente Bassa Poropat avrebbe potuto trovare alcuni milioni di euro vendendo una parte del patrimonio immobiliare ma ha scelto altre priorità come quella di spendere 105 euro all'anno per l'affitto di un nuovo contenitore culturale

Prima nella veste di segretario del PD poi in quella di sindaco di Trieste Roberto Cosolini ha di fatto già "commissariato" la Provincia di Trieste presieduta dalla professoressa Bassa Poropat.

All'inizio nella veste di capo del PD dando "suggerimenti" alla presidente Maria Teresa Bassa Poropat sul percorso da intraprendere in merito alla questione dei progetti sul GNL, inducendola a "coordinare un percorso di approfondimento e di trasparente informazione delle criticità temute e delle condizioni per effettive ricadute".

Ora in qualità di sindaco, intervenendo su ogni questione di rilevanza generale, dall'emergenza sulla Ferriera al turismo, mentre la Provincia non riesce ad ricavare un proprio ruolo, complice forse il dibattito nazionale e locale sulla soppressione dell'ente.

Purtroppo la presidente Bassa Poropat sembra non aver trovato un ruolo nel dopo Dipiazza che, anche con il sopravvento dell'era Cosolini, ha riproposto Palazzo Galatti all'ombra di Palazzo Cheba.

Noi abbiamo più volte detto, sia in consiglio provinciale che fuori, che vorremmo stanare la professoressa Bassa Poropat, affinché si appropri di un ruolo forte nell'interesse dell'Ente e del territorio.

Fa bene il sindaco Roberto Cosolini ad occuparsi delle questioni Ferriera e Sertubi, incontrando i sindacati, partecipando agli incontri al ministero, annunciando l'obiettivo di chiedere un accordo di programma con il governo, seguendo le situazioni di crisi occupazionale come quella della Diaco dove, ancora una volta, la Provincia è arrivata tardi mentre Cosolini ha promesso l'anticipo della cassa integrazione.

In questo contesto purtroppo dobbiamo constatare come la presidente Maria Teresa Bassa Poropat sia apparsa ai più, ancora una volta, assente e non protagonista assieme al sindaco, quantomeno sugli aspetti che afferiscono al ruolo della Provincia, ovvero le politiche del lavoro, lo sviluppo del territorio e l'edilizia scolastica.

Vorremmo che la Provincia sia utilmente presente e propositiva e non ricondotta dall'attivismo del sindaco Cosolini ad un ruolo di secondario o di comparsa, su temi come quelli dell'occupazione e dello sviluppo economico.

Anche in questi giorni la non considerazione della Provincia si è notata anche tra i giovani che hanno occupato con le loro tende piazza Unità per protestare contro lo stato delle scuole triestine e quelle provinciali in particolare.

Paradossalmente anche in questo caso l'interlocutore scelto dagli occupanti è stato il sindaco quando invece avrebbe dovuto essere la presidente Bassa Poropat, mentre il teatro delle proteste sarebbe dovuta essere piazza Vittorio Veneto.

Ed è stato il sindaco infatti a farsi carico delle promesse necessarie per rispondere ai ricatti dei manifestanti, al fine di farli traslocare in piazza della Borsa, assicurando la sua intercessione nei confronti della Provincia per i temi legati alle scuole superiori.

I soldi in Provincia ci sono, come ha ricordato il consigliere regionale Piero Tononi, ma purtroppo sono fermi ed impantanati nei ritardi delle progettazioni, delle priorità che privilegiano la "Casa del Cinema" e della mancanza di risorse tecniche negli uffici.

A conferma della disponibilità di risorse c'è la recente conferma della Provincia di voler acquisire in affitto dall'Autorità Portuale l'edificio in corso di ristrutturazione dietro al Teatro Miela su Corso Cavour, alla modica cifra di 105 mila euro all'anno, per crearne l'ennesimo contenitore culturale mentre i teatri vengono commissariati ed hanno difficoltà a chiudere i bilanci.

Anche con quei 105 mila euro all'anno si sarebbero potuti attivare mutui ed investimenti per rispettare il piano di ristrutturazione che aveva già definito la giunta Scoccimarro.

Rimane poi il tema della gestione del patrimonio immobiliare dell'ente. Se la Provincia avesse venduto il comprensorio del campo profughi di Padriciano, alcuni alloggi inutilizzabili ed eventualmente alcuni edifici in area ex OO.PP. avrebbe potuto recuperare alcuni milioni di euro da dedicare alle scuole provinciali nell'ambito di un accordo di programma con la Regione che, a quel punto, avrebbe certamente fatto la sua parte. E' sempre solo una questione di scelte fatte o non fatte.

In questi anni infine si sono persi poi per strada poi i progetti strategici nell'edilizia scolastica provinciale per l'area della caserma di via Rossetti, dove l'ex assessore Tommasini aveva pubblicamente promesso risultati concreti e date entro le quali iniziare i lavori, e quello del polo scolastico nell'edificio dell'ex Ancifap in piazzale Valmaura di cui non si sa più nulla.

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