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Grizon (Pdl): Appello alla Farnesina "non Chiudere il Consolato d'Italia a Capodistria"

Pubblichiamo una nota stampa di Claudio Grizon, capogruppo PDL in Provincia ed al Comune di Muggia  Per oltre cinquant’anni il Consolato generale d’Italia ha rappresentato per la nostra comunità di Capodistria, ma direi anche quelle dell’Istria...

Pubblichiamo una nota stampa di Claudio Grizon, capogruppo PDL in Provincia ed al Comune di Muggia

Per oltre cinquant'anni il Consolato generale d'Italia ha rappresentato per la nostra comunità di Capodistria, ma direi anche quelle dell'Istria slovena e croata, un punto di riferimento istituzionale fondamentale: un "faro" che ha testimoniato per decenni il ruolo politico culturale della nostra nazione fin dai tempi dell'ex Jugoslavia.

La sua eventuale chiusura costituirebbe un grave danno non solo per i servizi consolari che verrebbero meno ma anche per quel ruolo di rappresentanza, relazione e mediazione istituzionale che il Consolato capodistriano ha sempre avuto a favore dei nostri connazionali, al di qua e al di là dei vecchi e degli attuali confini, che hanno diviso una comunità italiana che nell'Istria è sempre rimasta forte, legata alla nostra nazione ed elemento caratterizzante delle specificità dell'attuale regione Istria.

Certo, consolati ed ambasciate, assieme a certi Istituti italiani di cultura all'estero, sono sempre stati considerati nell'immaginario collettivo come alcuni dei più evidenti esempi degli sprechi del denaro pubblico: a partire da quello necessario per i compensi, le indennità ed i benefit del corpo diplomatico fatto di consoli, ambasciatori e ministri plenipotenziari con i loro codazzi di funzionari d'alto rango, fino a quello per i dipendenti e per mantenere immobili, strutture e uffici spesso costosissimi.

Non ritengo però che nell'opportuno piano di ristrutturazione della rete consolare italiana decisa dal governo Berlusconi nel 2009 la chiusura della sede di Capodistria costituisca un elemento di significativo e determinante da contrapporre invece alle ragioni ben più valide che ne giustificano il mantenimento.

L'appello che propongo, nella mia veste di consigliere comunale di Muggia e di consigliere provinciale di Trieste, ai due rispettivi consigli sarà oggetto di due mozioni che presenterò domani e che spero possano essere discusse ed approvate tempestivamente per poi essere inviate al Presidente del Consiglio Monti e al Ministro per gli Affari Esteri al fine di indurli a riconsiderare attentamente l'opportunità della chiusura del Consolato generale d'Italia a Capodistria e del Consolato d'Italia a Spalato.

Le genti istriane, fiumane e dalmate hanno sempre lamentato che l'Italia nel corso degli ultimi sessant'anni ha avuto un'attenzione e una sensibilità non sempre adeguate a gestire le vicende del confine orientale: non vorrei che la chiusura del Consolato italiano a Capodistria in particolare possa costituire un ennesimo brutto esempio di questo antico atteggiamento che non mette certo al primo piano gli interessi dell'Italia ne quello delle comunità italiane e del loro ruolo culturale e politico.

Nessuno immagino avrebbe da ridire su un piano di razionalizzazione delle spese e di riorganizzazione ma la chiusura pare un atto unilaterale debolmente motivato che comporterebbe più malcontenti e tensioni che benefici ed oltretutto metterebbe di fatto in evidenza lo scarso interesse della nazione e la mancanza di rispetto per l'identità italiana della regione istriana e per l'impegno culturale delle locali comunità alle quali esprima tutta la mia solidarietà.

Spero che l'appello possa trovare con le due mozioni unanimità sia a Muggia che in Provincia e che attraverso due missive del sindaco di Muggia Nerio Nesladek e della presidente Maria Teresa Bassa Poropat possano giungere quanto prima al presidente Mario Monti e al ministro degli esteri Ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata e sia conseguentemente scongiurata la chiusura del Consolato.

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