Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Accoglienza diffusa, Pd a Fedriga: «Non servono più spot elettorali ma scelte»

«Fedriga dica se aprirà i maxi centri per migliaia di profughi, dove e con quali risorse»

«Il presidente Fedriga ci dica se confermerà anche in Fvg quella che sembra essere la linea del governo nazionale, cioè se aprirà i grandi centri dove concentrare migliaia di profughi, e ci dica dove saranno collocati e con quali risorse». Lo afferma l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte, dopo che il governatore leghista ha annunciato di voler informare il Governo di essere contrario al modello dell’accoglienza diffusa.

Secondo De Monte «attendiamo di conoscere i dettagli della comunicazione a Roma e, soprattutto, di sapere quali sono le alternative che il presidente Fedriga propone all’accoglienza diffusa. Ci dica se, come sembra essere in sintonia con le linee dell’Esecutivo nazionale, si andrà verso l’istituzione di grandi centri di raccolta per i richiedenti asilo e per “clandestini”. Dica subito, il presidente della Regione, dove saranno collocati i maxi centri e garantisca che ogni operazione in tale proposito sarà svolta in stretto collegamento con le prefetture e con i sindaci delle località in cui si prevede la concentrazione di grandi gruppi di profughi».

«Vorremmo poi sapere – osserva De Monte - quante risorse saranno destinate per la ristrutturazione delle strutture, se queste risorse saranno erogate dallo Stato o saranno a carico delle casse regionali. Ci dica anche e subito di quante unità di personale delle forze dell’ordine aggiuntive potrà avvalersi il territorio per il controllo delle suddette strutture di detenzione».

«Relativamente a quanto affermato dal presidente sulle intenzioni di “modificare le competenze che si era presa in campo l’Amministrazione in termini di investimenti di carattere economico e finanziario”, ci rassicuri – conclude De Monte - che non saranno tagliate le risorse riservate ai servizi di prevenzione sanitaria per i richiedenti asilo, al fine di proteggere l’intera comunità regionale dall’insorgere di nuove e potenzialmente pericolose malattie»

«Quando si governa non servono più spot elettorali ma scelte, spesso difficili, cui prendersi la responsabilità, ancor più se riguardano la pelle delle persone. Ieri Fontanini, oggi Fedriga sembrano ancora giocare a chi la spara più grossa». Ha, invece, commentato il consigliere regionale del Pd, Cristiano Shaurli. «Capiamo benissimo che il presidente della Regione è fin da subito tirato per la giacchetta dal consigliere Mazzolini, per i ben 10 migranti che arriveranno a Interneppo di Bordano, ma oltre gli slogan servono politiche vere. È facile affermare di non condividere la posizione sull'accoglienza, ora però deve spiegare cosa faranno. I migranti, non solo continueranno ad arrivare, ma sono a oggi già presenti in progetti di accoglienza diffusa su tutto il nostro territorio regionale e, a questo punto, Fedriga senza posizioni spot, chiarisca ai cittadini della nostra regione cosa farà e come».

E ancora, continua Shaurli, «senza una visione chiara su un problema internazionale di tale complessità, gli scenari possibili che si prefigurano sono solo due. A chi scappa da guerre, torture e deprivazioni credo interessi davvero niente il successo della Lega e della destra: il primo scenario, e anche il più probabile, è che avremo più richiedenti asilo per strada con problemi in primis delle loro condizioni umanitarie e poi anche della percezione di sicurezza nelle nostre città. La seconda possibilità, desumibile dal programma della Lega alle elezioni regionali, è che verranno scelti dei luoghi (Gradisca o Udine i più probabili visti i grandi centri già presenti nei due territori) dove concentrare i richiedenti asilo di tutta la Regione».

Infine, conclude Shaurli «sarebbe ora di smetterla di accodarsi al compagno di partito Fontanini nelle boutade perché è ora di dimostrare di avere cultura di governo e iniziare a dire seriamente come e cosa si intende fare, prima di tutto ai cittadini di questa Regione, perché, dato per scontato che i flussi non si fermano, se all'accoglienza diffusa si preferiscono grandi centri di raccolta, le realtà che lo ospiteranno vanno preparate a partire da Udine»

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