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Immigrazione, Grim: «Pd non è buonista, ma responsabile. "No" al Cie di Gradisca»

Le opinioni riguardo la riapertura del Cie di Gradisca ed i vari provvedimenti da avviare per alleviare l'emergenza immigrazione

Riguardo siuazione di emergenza dell'immigrazione in Friuli Venezia Giulia si sono espressi il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, Giulio Lauri, consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà per il Friuli Venezia Giulia e la segretaria del Pd Fvg Antonella Grim.  

«Con la possibile riapertura di un Cie in regione (quello di Gradisca è oggi adibito a Cara) rischiamo di ripercorrere situazioni già vissute in passato e che si sono rivelate fallimentari. Siamo contrari all'apertura del Cie, lo siamo sempre stati e quando era aperto abbiamo più volte contestato la sua funzione». Ha affermato capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti. «Tutta la regione ha dimostrato un grande senso di responsabilità nell'accoglienza dei migranti. Per questo motivo la strada da seguire è quella degli allontanamenti, non la riapertura di un Cie a Gradisca. Tutta la regione va alleggerita da una situazione ormai oltre il limite».

La segretaria Pd Fvg Antonella Grim ha sottolineato la sua contrarietà alla riapertura del Cie di Gradisca:«Il buonismo non abita dalle parti del Pd: noi affrontiamo il tema dell'immigrazione con realismo, responsabilità e legalità».  Dopo le critiche del consigliere regionale forzista Novelli in tema di gestione dei flussi migratori, secondo Grim «ci troviamo a gestire oggi una situazione molto più complessa di quella cui eravamo abituati fino a tempi anche molto recenti. E non accettiamo lezioni da chi e' stato al governo per anni e non ha saputo adottare misure adeguate per affrontare e prevenire alcune situazioni di forte criticità». «Relativamente al Cie – evidenzia Grim - non è accettabile la riproposizione di un modello quale quello che abbiamo chiuso nel 2013. Un modello fatto di grandi numeri e lunghe permanenze, oltre che di condizioni di accoglienza e igieniche non dignitose. Inoltre l’Isontino e in particolare Gradisca – conclude Grim – hanno già compiuto uno grande sforzo di accoglienza e non si può chiedere di più».

 Giulio Lauri, consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà per il Friuli Venezia Giulia ha evidenziato la necessità di non riaprire il Cie ma di prendere a modello il Sistema di accoglienza diffusa: «invece che ipotizzare la riapertura dei Cie, lungi dal metterci al riparo dalla presenza in Italia di potenziali terroristi che possono essere riaccompagnati direttamente alla frontiera quando ne sussistano gli estremi di legge, così come è ripetutamente avvenuto anche nel recente passato, il Governo dovrebbe prendere a modello il Sistema di accoglienza diffusa che si sta sperimentando in Friuli Venezia Giulia, applicandolo con ancora più determinazione e diffondendolo in tutti i Comuni italiani, fatto che comporterebbe una sensibile riduzione dei disagi dovuti alla relativamente elevata presenza di migranti negli ancora pochi Comuni che aderiscono già al sistema».

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