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Immigrazione, SEL FVG: «L’accoglienza è un diritto, politica faccia la sua parte»

Lo rileva in una nota Marco Duriavig, coordinatore regionale SEL FVG: «L’asilo e l’accoglienza sono un diritto riconosciuto dall’ordinamento internazionale e dallo Stato italiano. Al governo ed ai prefetti spetta organizzare l’assistenza e garantire il rispetto di tale diritto»

«L’asilo e l’accoglienza sono un diritto riconosciuto dall’ordinamento internazionale e dallo Stato italiano. Al governo ed ai prefetti spetta organizzare l’assistenza e garantire il rispetto di tale diritto. Se questo non avviene siamo di fronte ad una palese inadempienza. E le centinaia di persone che dormono all’aperto nei nostri capoluoghi sono lì a dimostrarlo».

Lo rileva in una nota Marco Duriavig, coordinatore regionale SEL FVG. Marco Duriavig

«Ma la politica - continua -  e tutte le istituzioni locali, a partire dalla Regione, non possono girarsi dall’altra parte. Non è concepibile una politica che non affronta la situazione, dichiarando di non avere possibilità e competenza in materia. Non è possibile che siano i cittadini, volontariamente, a preoccuparsi delle condizioni di vita di chi arriva e permane nelle nostre città. E’, invece, dovere delle istituzioni, in nome dei cittadini, farsi carico della gestione ordinaria e straordinaria degli eventi, a partire da quelli umanitari. Per questo non siamo d’accordo con chi, anche a livello regionale, sostiene che non vi sia nulla da fare al momento per affrontare la situazione dei richiedenti asilo. Ieri, insieme al consigliere regionale Stefano Pustetto, siamo stati a visitare le persone che dormono all’aperto presso la stazione di Udine ed oggi abbiamo riferito all’Assessore Torrenti in commissione della necessità di una risposta concreta e non più rinviabile». 

«Nei prossimi giorni - conclude Duriavig - , tramite la parlamentare Serena Pellegrino, presenteremo un’interrogazione al Ministro Alfano per denunciare la mancanza di veri e propri protocolli di accoglienza governativa nella nostra Regione che, essendo zona di confine, necessita di un’attenzione ulteriore in campo umanitario. E non ci fermeremo finché non sarà organizzata una vera accoglienza degna di uno stato di diritto. Non saremo complici di chi rimane a guardare di fronte ad un'esigenza umanitaria"».

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