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Immigrazione, SEL: «Si eviti di urlare come Lega all’invasione, ma non diciamo che va tutto bene»

Lo rileva in una nota Marco Duriavig, coordinatore Sel Fvg: ««Quindi evitiamo di urlare come la Lega all'invasione, ma non diciamo che va tutto bene e che abbiamo fatto tutto il possibile. Ci vuole più coraggio e più politica internazionale per affrontare i problemi della contemporaneità»

«Lo spettro di un’emergenza dalle dimensioni imprevedibili” cita un giornale locale di martedì, parlando della situazione degli immigrati al confine tra Grecia e Macedonia, che potrebbe portare ancora centinaia di persone alla frontiera di Tarvisio nelle prossime settimane».

Lo rileva in una nota Marco Duriavig, coordinatore Sel Fvg.

«Ma queste considerazioni - spiega Duriavig - , ormai lo sappiamo, si basano più sul sensazionalismo che sulla conoscenza reale del fenomeno. Il Ministero dell’Interno, in particolare, ha istituito recentemente un corso per i Prefetti intitolato “Immigrazione. Strumenti per la gestione del fenomeno migratorio: il Fondo Europeo per l’Integrazione ed il ruolo delle Prefetture”, dal quale è nato un utile documento che dovrebbe essere utilizzato da tutti coloro, politici e giornalisti in primis, che si occupano di immigrazione».

«Dal compendio di informazioni - continua -  si evince, infatti, che i flussi migratori sono sì rilevanti, ma assolutamente prevedibili. In uno dei passaggi chiave si legge, ad esempio, che "una lucida lettura delle statistiche che riportano l’andamento delle economie, i tassi di crescita delle popolazioni, la constatazione dei dati storici e l’elaborazione dei trend demografici, hanno da tempo consentito a numerosi studi, di prevedere con ragionevole precisione e con accettabili margini di errore, la dimensione di alcune delle dinamiche migratorie, oggi riscontrabili sia a livello planetario, che nel ristretto ambito europeo». Marco Duriavig

«Lo ha ribadito anche la portavoce dell’UNCHR Carlotta Sami - sottolinea Duriavig -  in una bella intervista. La politica, le istituzioni, soprattutto quelle europee, hanno volutamente trascurato i conflitti delle situazioni più critiche a livello internazionale (pensiamo alla Siria, all’Eritrea e all’Etiopia, all’Afganistan e al Medioriente) e non hanno tentato nessuna risoluzione internazionale, troppo concentrati sugli interessi nazionali e finanziari. Ed anche il Governo italiano, ha perso la propria occasione durante il semestre a guida Renzi, per porre le basi per una politica europea più efficacia e lungimirante in tema di immigrazione».

«Quindi evitiamo - conclude -  di urlare come la Lega all’invasione, ma non diciamo che va tutto bene e che abbiamo fatto tutto il possibile. Ci vuole più coraggio e soprattutto più politica internazionale per affrontare i problemi della contemporaneità».

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