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Immigrazione e decreto Salvini, Patuanelli: "Solamente una bozza"

Ieri sera in Stazione Marittima si è tenuto un incontro organizzato dal Movimento Cinque Stelle e focalizzato sulla sicurezza, sul fenomeno dell'immigrazione e sul decreto Salvini. Il docente Barberis dell'UniTs: "Ormai sappiamo solo quello che vogliamo sapere"

“Abbiamo abbandonato purtroppo il concetto di agorà, luogo di confronto e di relazione con l'altro, ma oggi il popolo oggi vuole conoscere per decidere”. Si è aperto così il dibattito “Immigrazione, sicurezza e libertà” organizzato dal Movimento 5 stelle, tenutosi ieri, 27 settembre, in Stazione Marittima. Tra i temi affrontati il decreto Salvini, la sicurezza, l'immigrazione e la libertà. Presenti al dibattito pubblico e alla tavola rotonda Andrea Ussai, capogruppo in Consiglio regionale MoVimento 5 stelle, Gianfranco Schiavone, presidente Consorzio italiano di solidarietà – Ufficio rifugiati, Mauro Barberis, docente di Filosofia del diritto Units ed Enrico Strina, ufficiale in congedo. Assente Isabella Fusiello, questore di Trieste, e presente con collegamento telefonico Stefano Patuanelli, Capogruppo al Senato Movimento 5 stelle. A moderare l'incontro Fulvio Vida già presidente della Camera civile di Trieste.

“Sicurezza e libertà”, Barberis

Il primo punto del dibattito affrontato dal professor Barberis indaga sull'equilibrio tra sicurezza e libertà. “Vorrei cominciare citando il sociologo Zygmunt Bauman che già nel 1989, 12 anni prima dell'11 settembre, aveva previsto questo momento storico. Bauman parlava di un'epoca di globalizzazione, di conquiste sociali accumulate in occidente alla fine della seconda Guerra Mondiale che avrebbe portato sempre meno risorse per i servizi ai cittadini fino a rendere la sicurezza sociale troppo costosa e difficile da perseguire tanto da privilegiare quella pubblica e militare”. Barberis ha in seguito analizzato i 20 anni di storia che hanno reso vera la profezia di Bauman: dalla politica del terrore dopo l'11 settembre che ha generato in noi il timore dello straniero e del mondo islamico, all'invasione dell'Iraq che ha destabilizzato l'Oriente facendo sorgere l'Isis. “Oggi mi sento di aggiungere anche i social network che hanno un ruolo piuttosto importante in questo scenario. Tendiamo a vivere in una bolla in cui sappiamo solo quello che vogliamo sapere e il risultato, inevitabilmente, è la totale perdita della legislazione e del Parlamento che la produce”. “Affrontando il tema del decreto sicurezza e immigrazione, si dovrebbe delegare la Pubblica Amministrazione a procedere all'identificazione nel minor tempo possibile, riducendo i tempi di permanenza degli immigrati nei lager. Rimpatriare quindi chi non ha diritto, ovviamente non nei paesi esposti alla tortura”.

Percezione di insicurezza e compito del Governo, Patuanelli

“Prima di ogni cosa voglio specificare che stiamo parlando di un decreto che ancora non c'è, ma esiste solo sotto forma di bozza" ha specificato il Capogruppo al Senato Patuanelli. "L'immigrazione non deve essere per forza collegata alla sicurezza e viceversa. Ci sono moltissimi altri problemi che vanno al di là dei reati che le questure ci comunicano come le truffe, le truffe informatiche. Generalmente c'è una molto ampia percezione di insicurezza quindi è necessario che venga contrastata da una forza politica perché questo è il compito del Governo.”

Integrazione, Ussai

"Fedriga ha dato un segnale molto forte quando è diventato Governatore" ha dichiarato Ussai. "La prima cosa che ha fatto è stato modificare il piano immigrazione con un taglio di 1 milione e duecentomila euro. Questo strumento, però, serviva per promuovere l'integrazione attraverso micro e macro progetti. Ci sono stati anche diversi tagli sui servizi informativi per gli immigrati e tagli ai progetti culturali destinati alle minoranze, compresi quelle della seconda generazione. Ma senza integrazione non ci può essere sicurezza, quindi per questo motivo chiediamo che venga ridotto il tempo per definire lo status degli immigrati". "Con problemi legati all'integrazione e alla convivenza- ha continuato il capogruppo in Consiglio regionale-, è inevitabile che si scelga di nascondersi, di stare in una sorta di limbo,fino ad arrivare ad attività illegali. Inoltre, se la Giunta da un lato ha tagliato i fondi destinati all'integrazione, dall'altra, ricordiamo, ha aumentato di 1 milione il finanziamento all'immigrazione dei minori non accompagnati”

Mala gestione e totale incampacità di guardare al futuro, Schiavone

Non è possibile gestire il cambiamento se si parte da presupposti errati. Per prima cosa c'è una generale incapacità di gestire le immigrazioni in quanto ormai non esiste nemmeno una differenza tra immigrazione regolare e irregolare ed è proprio per questo non siamo capaci di creare dei canali con degli ingressi regolari”. Schiavone ha poi proseguito definendo il sistema di gestione dell'immigrazione "una vera e propria macchina di produzione di criminalità" a causa della precarizzazione del soggiorno. Inoltre, il presidente ha voluto ancora sottolineare il problema legato all'asilo politico: “Il non funzionamento del sistema di ingresso per soggiorno che ha fatto saltare il canale dell'asilo: non è possibile gestire l'asilo se non sai gestire l'immigrazione. Molti rifugiati si trovano qui per contesti drammatici, c'è un aumento di immigrati forzati. C'è una generale mala gestione e una totale incapacità di guardare al futuro”. 

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