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il Presidente provinciale Dario Parisini

il Presidente provinciale Dario Parisini

ConfCooperative Fvg incontra i candidati alla presidenza Fvg

«Chiariremo quali sono i nostri progetti per il Friuli Venezia Giulia e a ascolteremo le proposte sugli argomenti di nostra specifica competenza»

«Lavoro e sociale: questi i due cardini attorno ai quali fa perno il mondo della cooperazione. Ambito che, a dispetto della crisi, tra il 2008 e il 2016 è cresciuto del 6,1% fino a contare, nel solo Friuli Venezia Giulia, 650 soggetti, 124.380 soci e 20.751 addetti per un fatturato prossimo al miliardo di euro. Dati che, a Trieste, si traducono in 117 cooperative con 8mila soci, 2500 addetti e un fatturato superiore agli 80 milioni annui. Se si considera inoltre che una cooperativa su quattro è composta prevalentemente da donne, una su dieci ha una maggioranza di giovani under 40 e che, grazie alla cooperazione, migliaia di persone svantaggiate trovano posto nella filiera sociale e sanitaria, la statistica assume ancora maggior rilevanza». Così dichiara ConfCooprative.

«Costruire un sistema economico innovativo e inclusivo, affrontando con successo la competizione globale senza lasciare indietro nessuno e offrendo invece a tutti nuove opportunità, è la sfida lanciata da ConfCooperative. Un obiettivo ambizioso, che può essere raggiunto solo con il pieno sostegno delle istituzioni e, in primo luogo, della Regione».
«Ecco perché - spiega ConfCooperative Fvg - abbiamo voluto incontrare i candidati alla Presidenza: non per un incontro di carattere politico, bensì utile a chiarire quali sono i nostri progetti per il Friuli Venezia Giulia e ad ascoltare contestualmente le proposte sugli argomenti di nostra specifica competenza».
«Progetti, quelli di ConfCooperative, che muovono lungo cinque direttrici - lavoro, formazione ed equità; innovazione; legalità; welfare; sostenibilità - e che, quale comune denominatore, annoverano la volontà di conciliare lo sviluppo economico e occupazionale con elementi quali la responsabilità ambientale e l'inclusione sociale».
«Chiediamo dunque, - conclude - a chi guiderà la Regione per i prossimi anni, massima attenzione affinché all'universo della cooperazione vengano riconosciute le funzioni esercitate sul territorio nell'interesse della collettività».  
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