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Inquinamento a Trieste, per il Movimento 5 Stelle «il tempo è scaduto: ormai i dati sono certi»

Per i grillini «bisogna rivedere subito l’Aia imponendo limiti più stringenti. Incalzeremo i responsabili finché non saranno posti di fronte alle proprie responsabilità»

«Stiamo valutando le sanzioni, stiamo facendo i controlli, stiamo predisponendo il Piano di gestione dell’inquinamento diffuso. Ecco come la giunta Serracchiani continua a prendere tempo e a prendere in giro i cittadini di Trieste. Dati ormai ne abbiamo tantissimi sull’inquinamento a Servola e a Trieste, ma non è sufficiente avere dati e numeri, bisogna che la politica prenda decisioni conseguenti. Basta poi trincerarsi dietro gli atti amministrativi. Servono iniziative concrete, partendo dall’Aia che deve essere rivista immediatamente, imponendo limiti più stringenti. È questo l’unico modo per cercare di ridurre l’esposizione di tutti i cittadini agli agenti inquinanti» Per il MoVimento 5 Stelle il tempo è scaduto. Bisogna agire subito per tutelare la salute delle persone come questa mattina hanno a più riprese rimarcato nel corso di una conferenza stampa i portavoce del M5S in Consiglio regionale Eleonora Frattolin e Andrea Ussai e il portavoce del M5S in Consiglio comunale Gianrossano Giannini.

«A Trieste non ci si può limitare a parlare di un inquinamento diffuso, ma principalmente di un diffuso inquinamento industriale. La Serracchiani - ha attaccato Ussai - è sempre molto brava a snocciolare quello che hanno fatto, ma è altrettanto brava a omettere quello che l’amministrazione e Siderurgica Triestina non hanno fatto o hanno fatto solo parzialmente. L’accordo di programma che, secondo le promesse, doveva attuare entro il 2015 un "riutilizzo di tale area in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale", rendendo  compatibile lo stabilimento con l’abitato di Servola e con tutta la città, è definitivamente fallito. Siamo a fine 2016 e gli obiettivi non sono stati centrati. Ormai è pacifico - ha aggiunto il portavoce del M5S - che, nonostante gli interventi fatti sugli impianti, in concomitanza con l’aumento della produzione, aumentino in modo pericolosissimo i valori del benzo[a]pirene, una sostanze di cui si è accertata la cancerogenicità».

«È desolante vedere – come è accaduto oggi in Aula – l’assessore Sara Vito nascondersi dietro freddi atti amministrativi. Alla luce degli ultimi risultati, molto allarmanti, riguardanti lo stress ossidativo cellulare dei residenti di Servola – anticamera di patologie molto serie -, la Regione, l’Azienda sanitaria e il Comune di Trieste devono spiegare in quale direzione vogliono andare nel prossimo futuro, quali decisioni intendano prendere per il bene della cittadinanza – ha sottolineato Eleonora Frattolin -. Per esempio, per quanto concerne i giardini contaminati, è urgente spiegare a tutti l’effettiva situazione, quale sia la principale sorgente di inquinamento e quale sia l’impatto degli inquinanti via via ci si allontani dalle realtà industriali che rilasciano nell’aria diossine e furani».

«Dalla “politica dello struzzo”, giustificata dalla presunta impossibilità di avere dati certi sull’inquinamento, oggi con tutte queste evidenze scientifiche a nostra disposizione – ha spiegato Gianrossano Giannini - siamo passati alla “politica delle calende greche” che, come è noto, non esistono. La politica continua a rimandare nella speranza di non fare mai nulla. Non si è capito che rimandare, minimizzare, non serve a niente. Più passa il tempo, più persone finiscono con l’ammalarsi. Noi del MoVimento 5 Stelle – ha concluso il portavoce - incalzeremo i responsabili finché non saranno posti di fronte alle proprie responsabilità come già accaduto in altre situazioni tristemente analoghe».

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