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Istruzione, Serracchiani e Fedeli: «Importante ruolo di Accademia nautica e scuole slovene»

L'intervento della presidente della Regione è stato interrotto da un applauso quando ha ricordato Boris Pahor, lo scrittore sloveno di Trieste che il 26 agosto scorso ha compiuto 104 anni

Coinvolgere il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, per una programmazione delle politiche di sviluppo della portualità italiana affinché si possa incentivare ed armonizzare l'attività dell'Accademia Nautica dell'Adriatico in relazione ai fabbisogni occupazionali del sistema marittimo nazionale. Questa la proposta condivisa dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, e dal ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca Valeria Fedeli, che oggi a Trieste ha visitato l'Accademia incontrando il presidente Stefano Beduschi e il direttore Bruno Zvech.

La presidente Serracchiani, ricordando i significativi investimenti della Regione nella Fondazione Istituto tecnico superiore (Its) "Accademia Nautica dell'Adriatico", ha sottolineato la positività del momento storico che vede, grazie all'attivazione del Porto Franco, concrete e attuali opportunità di crescita per lo scalo triestino e il comparto portuale regionale. Ma a ben impressionare il ministro sono stati anche i risultati conseguiti dall'Accademia e illustrati dal direttore Zvech: cento allievi ed allieve - tra macchina, coperta e logistica - iscritti quest'anno e la consegna ad aprile di venti attestati di Ufficiale di bordo.

Il percorso formativo dell'Istituto tecnico superiore prevede infatti un biennio di studi post diploma destinato ai futuri ufficiali della Marina mercantile. Lo stesso Zvech ha poi rimarcato come il ministro «abbia saputo entrare nel merito di una realtà come l'Accademia, comprendendo la specificità degli Its del mare». Un interessamento, ha aggiunto Zvech, che potrà essere foriero di sviluppi importanti ribadendo «l'ambizione dell'Accademia di essere una vera e propria infrastruttura vocata allo sviluppo del territorio».

Da parte sua il presidente Beduschi ha rimarcato l'esperienza dell'anno di navigazione compreso nel ciclo formativo. Dodici mesi in mare che sono stati riconosciuti dal Ministero dell'Istruzione come attività di studio. Oltre alla presidente Serracchiani e ai vertici dell'Accademia, hanno partecipato all'incontro anche il senatore Francesco Russo, l'onorevole Tamara Blazina, il rettore dell'Università di Trieste Maurizio Fermeglia e il presidente della Fondazione internazionale di Trieste Stefano Fantoni.

La presidente del Friuli Venezia Giulia ha ringraziato inoltre il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, per aver preso parte al "Jesenski seminar", l'annuale incontro degli educatori, dei maestri e dei professori negli oltre 70 istituti con lingua d'insegnamento slovena a Trieste, Gorizia e in provincia di Udine. «Una festa dei diritti tutelati e rispettati» è la definizione data all'evento da Fedeli, che parlando dal palco del Teatro stabile sloveno a una platea di circa 300 docenti, ha sottolineato come l'appuntamento - giunto alla 52esima edizione - sia una solenne dimostrazione «della pace e del multiculturalismo» che arricchiscono la fascia lungo il confine italo-sloveno.

Il convegno è allo stesso tempo anche una prova degli ottimi rapporti tra l'Italia e la Slovenia, essendo il frutto di un accordo internazionale che vede la collaborazione tra l'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e il ministero dell'Istruzione sloveno, rappresentato oggi a Trieste dal segretario di Stato, Tomaz Boh, che ha portato i saluti del ministro Maja Makovec Brencic. I concetti espressi da Fedeli sono stati ripresi anche da Serracchiani, il cui intervento è stato interrotto da un applauso quando ha ricordato Boris Pahor, lo scrittore sloveno di Trieste che il 26 agosto scorso ha compiuto 104 anni.

«Non è soltanto una persona che vogliamo e dobbiamo ricordare - ha detto la presidente della Regione - ma è un grande maestro che forse più di tutti ha compreso quanto la lingua e la scuola siano importanti per rendere grande una comunità». Le parole di Serracchiani erano riferite al romanzo "Qui è proibito parlare", in cui Pahor descrive la Trieste negli anni del fascismo, quando lo sloveno venne bandito nelle scuole e in tutti i luoghi di aggregazione. In seguito, come ha ricordato anche Fedeli, le scuole slovene a Trieste e Gorizia risorsero già subito dopo la fine della seconda guerra mondiale diventando uno dei cardini della minoranza linguistica nonché della ricchezza culturale in Friuli Venezia Giulia.

Perciò sia Fedeli che Serracchiani hanno rivolto un sentito ringraziamento al corpo docente delle scuole slovene, recentemente irrobustito da 40 nuove stabilizzazioni grazie al recente concorso atteso da 18 anni e bandito dall'Ufficio scolastico regionale di concerto con il Miur. Oltre a Serracchiani hanno accolto il ministro Fedeli diversi esponenti della comunità slovena in Italia, nonché il commissario del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia - Prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, la parlamentare Tamara Blazina, l'assessore regionale all'Istruzione, Loredana Panariti, i consiglieri regionali Stefano Ukmar e Igor Gabrovec, la dirigente titolare dell'Ufficio scolastico regionale, Alida Misso, e la console slovena a Trieste Tanja Mljac.

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