Dopo 18 anni il Piano Regolatore, Cosolini: «Obiettivi di qualità e sostenibilità urbana»

24 voti favorevoli contro 11 contrari e 3 astenuti hanno approvato il nuovo Piano Regolatore. Il sindaco Cosolini soddisfatto dalla coesione dimostrata della maggioranza: «Trieste è cambiata e si esprime a favore del suo sviluppo futuro». I due pilastri del Piano: il contenimento del suolo e l'attenzione all'ambiente e al paesaggio

«L'approvazione del Piano regolatore completa un percorso politico amministrativo e dimostra che questa maggioranza ha saputo guidare la città. Trieste dopo 18 anni ha il suo nuovo Piano Regolatore». Lo ha detto il sindaco Roberto Cosolini intervenendo questa mattina, martedì 22 dicembre, alla conferenza stampa che ha seguito l'approvazione del nuovo Piano Regolatore Generale del Comune di Trieste, avvenuta la notte di lunedì 21 in Consiglio comunale.

24 sono stati i voti favorevoli (maggioranza + cons. Ferrara), 11 i contrari (opposizione) 3 gli astenuti (cons. Bandelli, Rosolen e De Gioia) e 1 non voto (cons. Antonione). Nel corso della conferenza stampa (alla quale sono intervenuti anche l'assessore alla Pianificazione urbana Elena Marchigiani, con la dirigente del Servizo Maria Antonietta Genovese, il presidente del Consiglio comunale Iztok Furlanic, il presidente della Commissione VI Mario Ravalico e i consiglieri Marco Toncelli, Roberto Decarli, Cesare Cetin, Sebastiano Truglio, Fabio Petrossi) il sindaco Roberto Cosolini ha sottolineato «la grande complessità di un passaggio politico amministrativo importante, frutto di un gioco di squadra che ha messo in luce la coesione della maggioranza, che ha votato compatta, mentre l'opposizione si è espressa in quattro modi divers” e ciò la dice lunga su perché, con la giunta precedente, la variante 118 non è mai stata votata».

Il primo cittadino ha evidenziato ancora come il nuovo Piano regolatore prende atto che la città è cambiata e si esprime a favore del suo sviluppo futuro, con obiettivi di qualità e sostenibilità urbana, propri delle realtà più avanzate ed europee. Stop al consumo di suolo e rivitalizzazione del patrimonio esistente: questi i punti cardine del nuovo Piano regolatore, che valorizza anche l'integrazione tra i territori, tra la città e il Carso, oltre che in ambito GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale).

Ringraziando l'assessore Marchigiani, i presidenti Furlanic e Ravalico, i dirigenti Genovese e Cassin con i loro uffici e gli uffici del Consiglio comunale per l'ottimo lavoro svolto, il sindaco Roberto Cosolini e ha espresso soddisfazione per «essere riusciti, in tempi quasi record (4 anni ndr), a realizzare un Piano con un milione e mezzo di suolo edificabile in meno».

«Questo Piano contiene il consumo di suolo e valorizza il territorio - ha aggiunto l'assessore Elena Marchigiani - è uno spartiacque che rompe con il passato e si proietta sul futuro, un grande progetto e non un vestito d'arlecchino di zone, un progetto che non finisce con la sua approvazione ma continua e che mette in gioco 100 ettari di aree dismesse». «I Piani regolatori - ha detto Marchigiani - sono come i figli, che vanno accompagnati e seguiti nella loro crescita. Speriamo che il nuovo Piano possa essere anche di supporto a chi vuole tornare ad investire nella nostra città».

Il nuovo Piano regolatore progetta il futuro ed è ricco di progetti per il futuro: dalle aree della grande trasformazione, a quelle portuali; dalla cosiddetta strada della scienza volta a integrare e rafforzare le relazioni tra i centri di ricerca sull'altipiano, la città e le aree costiere, al rilancio delle aree produttive nell'ambito Ezit; dalla riqualificazione energetica di parti di città e di interi quartieri, alle linee di indirizzo per un grande ridisegno dei centri di quartiere e degli spazi pubblici; fino al ripensamento di un sistema di mobilità sostenibile per la città e il territorio, riassunto nel progetto di metropolitana leggera traguardato in un'ottica transfrontaliera.

È un Piano che in questa visione di futuro prende una chiara posizione in nome dell’equità del trattamento dei cittadini e della sostenibilità dello sviluppo. È un Piano che pensa ad agevolare l'attuazione, inserendo strumenti nuovi e alleggerendo il peso della burocrazia. Alcune delle principali visioni al futuro contenute nel Piano rientrano nelle Intese. In primo luogo, l'Intesa con l’Autorità portuale sul Piano del Porto. L’accordo consentirà la chiusura dell'iter di questo importantissimo strumento per lo sviluppo delle attività economiche e per l'avvio di una attesa stagione di ripresa.

Importante e fruttuosa è anche l'Intesa con il Ministero della difesa e l'Agenzia del Demanio, che già un anno fa ha consentito di giungere all'Accordo di Programma che di fatto ha anticipato le previsioni del nuovo PRG riferite alla ex Caserma Vittorio Emanuele II dando il via al processo di riqualificazione e riutilizzo di una delle aree militari dismesse più estese in città.

«Il Piano - ha spiegato ancora l'assessore Elena Marchigiani- è stato delineato attraverso un processo trasparente e un ingente lavoro di ascolto che ha coinvolto proprio le categorie economiche e professionali, che saranno direttamente impegnate nel rilancio di Trieste. Nel periodo di consultazione, prima della redazione del Piano, sono stati distribuiti 2.500 questionari sia in lingua italiana che slovena e si sono registrati più di 8.000 accessi al sito web; prima e durante la redazione, si sono tenuti tavoli tecnici e tavoli tematici, ai quali hanno partecipato circa190 rappresentanti di enti e associazioni di categoria».

«Ricordo infine -ha concluso l'assessore Marchigiani. che sono arrivate in tutto 754 osservazioni e opposizioni. Il 50% sono state accolte o parzialmente accolte, a ribadire un generale consenso sul Piano e la volontà di ascoltare i cittadini. I due pilastri del Piano: il contenimento del suolo e l'attenzione all'ambiente e al paesaggio sono stati ricordati anche dal presidente della VI Commissione Mario Ravalico. L'importanza del lavoro svolto viene anche dalla realizzazione di una banca dati  fondamentale per interventi di prevenzione a livello idrogeologico».
Questo strumento pianificatorio, per i prossimi 15 anni, consentirà di far svolgere a Trieste il ruolo che le compete a livello europeo.

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