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«La Regione difende il velo, ma non il crocifisso»

Riccardo Riccardi, consigliere regionale di Forza Italia: «se il garante denuncerà il preside del Malignani di Cervignano, allora io farò altrettanto accusandolo omissione atti d'ufficio». Interviene anche Alessandro Ciriani (FdI/AN)

«È inaccettabile che il garante dei diritti della Regione Friuli Venezia Giulia sia intervenuto sulla vicenda del provvedimento anti velo che ha coinvolto il dirigente scolastico del Malignani di Cervignano, paventando nei confronti di quest’ultimo una denuncia per discriminazione. Allora io, a questo signore, che è stato nominato garante dei diritti dalla maggioranza di centrosinistra, chiederei come mai non ha usato gli stessi toni quando un insegnante ha tolto il crocifisso dall’aula in una scuola di Trieste. Perché non esistono discriminazioni religiose di serie A e di serie B». È quanto afferma in una nota Riccardo Riccardi, consigliere regionale di Forza Italia.

«Quindi, se il garante denuncerà il preside del Malignani di Cervignano, allora io farò altrettanto, però nei suoi confronti accusandolo di omissione d’atti d’ufficio». Così si è espresso il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Riccardo Riccardi nel corso della riunione Riccardidella commissione sesta che aveva all’esame la delibera sul programma stralcio per gli interventi a favore dei profughi e richiedenti asilo.

«Sempre per quel che riguarda il ruolo del garante dei diritti – ha detto Riccardi -, mi dichiaro sin d’ora disponibile a dimettermi da consigliere regionale per fare, nel caso venga istituita la figura, il garante dei doveri, del quale mi pare proprio esserci un’oggettiva necessità». 

«In questo momento – ha concluso Riccardi – ci vuole equilibrio, perché siamo seduti su una bomba sociale: è difficile spiegare ai nostri cittadini che da una parte c’è un facilitatore all’accoglienza dei profughi (link), mentre dall’altra non c’è nessun facilitatore dedicato alla sopravvivenza di tanti disoccupati, cassa integrati e anziani in difficoltà».

A intervenire sulle affermazione del Garante regionale dei diritti che ha minacciato denunce per discriminazione al professor Durì che ha emanato la circolare "anti velo" è anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia/Alleanza Nazionale, Luca Ciriani.

«Le dichiarazioni e le minacce di Walter Citti sono inutili, fuori luogo e inopportune, soprattutto se fatte in qualità di referente di un Ente che dovrebbe occuparsi di cose più utili».

«Il signor Citti dovrebbe essere allontanato dal ruolo per inadeguatezza. Prima di minacciare denunce - spiega Ciriani - si faccia un giro per vedere come vivono le donne musulmane, anche in Italia e in FVG, e valuti se la discriminazione non sta proprio nell'impossibilità Luca Cirianiper molte di loro di decidere liberamente o meno di portare il velo».

«Senza minacciare denunce fuori luogo, Citti dovrebbe capire che la decisione del professor Durì non è assolutamente discriminatoria, anzi, vuole tutelare quel diritto, fondamentale per la nostra società civile, che è la libertà di scelta di queste ragazze. Non dimentichiamo - ricorda Ciriani - i fatti di cronaca nera che hanno interessato anche la nostra regione, come il caso della giovane Sanaa sgozzata dal padre in provincia di Pordenone perché amava un italiano e non poteva scegliere di amarlo».

«A fare discriminazione - conclude il consigliere di Fratelli d'Italia - è proprio Walter Citti con le sue dichiarazioni che condannano delle ragazze e donne a portare un velo che magari non vogliono indossare. La libertà in Italia e in FVG è un diritto inviolabile».

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