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L'Attivita' 2011 delle Fiamme Gialle a Tutela della Spesa Pubblica in Regione

Pubblichiamo il Bilancio Operativo Annuale 2011, della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, nel settore della spesa pubblica In un momento di difficoltà e di crisi diffusa come quello che sta attraversando il nostro Paese, nel quale ai...

Pubblichiamo il Bilancio Operativo Annuale 2011, della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, nel settore della spesa pubblica

In un momento di difficoltà e di crisi diffusa come quello che sta attraversando il nostro Paese, nel quale ai cittadini vengono richiesti pesanti sacrifici, tutti i comportamenti contrari ai principi di legalità, equita e solidarieta sociale, che alterano gravemente i corretti equilibri di civile convivenza, devono essere combattuti con estrema decisione.

Per questa ragione, la lotta all'evasione fiscale ed all'irregolare erogazione della spesa pubblica costituiscono i principali fronti di intervento della Guardia di Finanza. E questo il pensiero espresso dal Generale Walter Manzon, Comandante Regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, nel tracciare il consuntivo dell.attivita svolta dalle Fiamme Gialle nel corso del 2011 nel settore della Spesa Pubblica

La tutela del bilancio nazionale, sia sul fronte delle entrate che delle uscite, ha costituito una precisa priorita nell.attivita dei reparti ed e stata condotta attraverso una azione decisa e mirata, fondata su analisi di rischio e su preliminari attivita di intelligence ed investigative proprie di un Corpo di Polizia ed indirizzate alla selezione degli obiettivi a piu elevato indice di pericolosita.

Il recupero delle risorse illecitamente distolte dalle finalita pubbliche, in pregiudizio delle politiche di sostegno delle imprese e dei lavoratori in difficolta, ovvero addirittura delle famiglie in stato di indigenza, riveste un'importanza di livello non inferiore al contrasto all'evasione fiscale.

Sempre secondo il Generale Manzon, ¡l sottrarsi al pagamento delle imposte e l'irregolare erogazione delle risorse pubbliche sono sostanzialmente le due facce della stessa medaglia ed entrambe arrecano grave pregiudizio al bilancio pubblico, sia esso comunitario, dello Stato, ovvero degli Enti locali.

I risultati ottenuti nel 2011 dalla Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia a contrasto degli sprechi e delle frodi in materia di spesa pubblica sono più che degni di rilievo tanto che, nel corso del 2012,ancora maggiori risorse verranno dedicate alla prevenzione ed alla repressione degli abusi nel particolare settore.

Iniziando dalle truffe in materia di finanziamenti comunitari, nazionali e locali, 24 sono stati i soggetti denunciati (di cui 1 in stato di arresto) per aver percepito o richiesto, illecitamente, provvidenze pubbliche per oltre 20 milioni di euro. Il caso più eclatante ha avuto come base operativa Trieste ed ha riguardato una Cordata di imprenditori di questa Regione, del Veneto e della Lombardia, operanti nel settore dei servizi informatici, che avevano congegnato un sistema di false fatturazioni per importi milionari al fine di richiedere contributi - falsamente destinati ad attività imprenditoriali - per oltre 10 milioni di euro, gran parte dei quali a fondo perduto.

La girandola di false fatturazioni e stata tuttavia scoperta per tempo dagli uomini del Gruppo di Trieste ed anziché ottenere denaro facile, i responsabili delle truffe si sono visti sequestrare tre autovetture di lusso, due immobili e svariati conti correnti per un ammontare complessivo superiore ai 600 mila euro.

Di particolare interesse sono risultate anche le attivita svolte, sempre a Trieste, nei confronti di un'associazione incaricata della realizzazione del Museo della Scienza nella città giuliana, in località Campo Marzio. Il riscontro di numerose irregolarità ha consentito la revoca di finanziamenti per 1,5 milioni di euro nonché di interrompere l'erogazione di altri 650 mila euro. Sono stati denunciati alla competente A.G. tre responsabili.

Altra voce di grande peso nelle uscite dello Stato e costituita dalla spesa sanitaria. In tale ambito sono state scoperte svariate truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Tra queste il caso di alcuni sanitari che, durante il periodo di frequenza di corsi di formazione assistiti da borsa di studio, risultavano aver svolto attività professionale percependo dei compensi, in violazione delle norme che disciplinano l'istituto della incompatibilità; quello di un medico convenzionato, assentatosi dal servizio, regolarmente retribuito, per complessivi giorni 113, con la copertura di certificati medici riportanti false diagnosi.

Nel campo dell'autocertificazione del possesso dei requisiti per accedere all'esenzione dal pagamento dei ticket sulle prestazioni sanitarie, sono state inoltre accertate false dichiarazioni, anche se per importi singolarmente non ragguardevoli, 6 delle quali hanno comportato la denuncia all'A.G. per truffa.

D'iniziativa e su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, sono stati eseguiti 26 interventi, con la individuazione di danni erariali per circa 7,5 milioni di euro, la segnalazione allo stesso Organo di Giurisdizione contabile di 46 responsabili nonche la denuncia alla competente A.G. ordinaria di 7 persone.

Tra gli accertamenti piu significativi, spiccano - a titolo esemplificativo - quello concernente l'erogazione ad un imprenditore triestino, segnalato per responsabilita contabile . amministrativa, di un contributo non dovuto di circa 400 mila euro da parte del Fondo Trieste; l'irregolare affidamento, da parte di una agenzia regionale, di consulenze e collaborazioni esterne al di fuori dei vincoli normativi per importi complessivi superiori ad 1 milione di euro, ed ancora taluni casi di utilizzo di auto blu per finalita non istituzionali.

Nel comparto degli aiuti economici e delle prestazioni sociali agevolate (ad esempio pensioni ed assegni sociali, contributi dei Comuni per gli affitti, per le mense scolastiche, le borse di studio, ecc.) sono stati effettuati 459 controlli, con la scoperta e la denuncia di 92 finti poveri, pari a oltre il 20%. E di questi giorni la divulgazione della notizia stampa del risultato di servizio conseguito dal Comando Provinciale di Gorizia che ha portato alla scoperta di 9 responsabili per avere indebitamente ottenuto dall.I.N.P.S. pensioni ed assegni sociali per oltre 100 mila euro.

Tra i casi più significativi, quello di una settantenne che, nonostante fosse emigrata in Sud America negli anni '50, dal 2007 percepiva l'assegno sociale in quanto nullatenente e fittiziamente residente nel territorio isontino. Per ovviare al problema della riscossione della pensione, la donna aveva aperto un conto corrente in Italia sul quale veniva accreditato mensilmente l'assegno, delegando un parente ad operare sul conto. La persona di fiducia provvedeva alla riscossione, alla conservazione e alla consegna della somma ad altri parenti i quali, a loro volta, in occasione dei periodici viaggi in Sud America, procedevano a recapitare il denaro accumulato al falso avente diritto.

Altro caso scoperto ha riguardato, inoltre, un italiano, di fatto residente in Germania, che, al fine di rendere quanto piu possibile verosimile la propria posizione e potere percepire, indebitamente, la pensione sociale, aveva addirittura iscritto i nipoti presso una scuola, nonostante gli stessi fossero stabilmente residenti in territorio tedesco. Ed ancora la vicenda legata ad una coppia di cittadini colombiani residenti fittiziamente nel goriziano i quali, sebbene rientrati già dal settembre 2010 nella nazione d'origine, hanno continuato a percepire l'assegno in Italia, mediante accreditamento della somma su un conto corrente bancario, che alcuni parenti provvedevano a prelevare con bancomat e ad inviare in Sud America. Infine il caso di una donna che, per ottenere esenzioni a favore di due figli minorenni, aveva omesso di segnalare il reddito del marito, risultato poi convivente, per oltre 50 mila euro.

Allo scopo di prevenire e reprimere illeciti della specie, che sottraggono risorse a chi ne abbia effettivamente bisogno, sono stati siglati protocolli con varie Amministrazioni Comunali e con la stessa Regione, al fine di instaurare un flusso di comunicazioni, anche attraverso procedure informatiche, relative ai soggetti richiedenti o beneficiari di erogazioni pubbliche e sui quali emergano fondati dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni rese, ovvero sulla titolarità dei requisiti richiesti per l'attribuzione del beneficio. Cio per consentire l'accertamento della regolarità delle singole posizioni da parte dei Reparti del Corpo.

In conclusione, queste le parole del Generale Manzon: "La Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, continuera con forte determinazione ed impegno a porsi quale riferimento e presidio di legalita ed equita a tutela di tutti i cittadini che adempiono correttamente ai propri doveri e di tutti gli operatori che competono sul mercato nel rispetto delle regole".

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