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Lavori Pubblici, Cosolini: «Trieste è Sana, ma Paga le Colpe degli altri»

Il sindaco di Trieste chiede al Premier Renzi di eliminare il Patto di Stabilità «Non passa giorno che ai cittadini che mi interpellano su lavori pubblici, siano strade, marciapiedi, piazze o giardini, per non parlare di grandi opere come la...

Il sindaco di Trieste chiede al Premier Renzi di eliminare il Patto di Stabilità

«Non passa giorno che ai cittadini che mi interpellano su lavori pubblici, siano strade, marciapiedi, piazze o giardini, per non parlare di grandi opere come la galleria di piazza Foraggi, io debba rispondere cercando di spiegare cos'è il cosiddetto Patto di Stabilità e come ci impedisca di appaltare lavori pur avendo i soldi - spiega Cosolini sul suo sito -; molti non mi credono perché dal punto di vista del buonsenso ciò appare assurdo. Eppure è così: ti impediscono di far partire anche opere che lo stesso Stato ti ha finanziato, con il rischio che ti chieda indietro i soldi perché?non sei stato capace di spenderli!».

«Non starò a ripetere queste cose, anzi stiamo cercando di superarle sia pure fra difficoltà incredibili e di far partire un piano di lavori urgenti ed importanti: voglio invece evidenziare la palese ingiustizia del dover sottostare alle stesse medesime limitazioni di comuni che, per effetto di gestioni dissennate, di destra e di sinistra, sono sull'orlo della bancarotta. Il nostro è un Comune sano - afferma il Sindaco di Trieste - , per effetto dell'attenzione delle amministrazioni precedenti e di quella attuale, che pur si sta muovendo nell'inedita situazione del calo delle risorse. Altri no, sono in una situazione che se fossero S.p.a. li avrebbe già portati in tribunale e invece attendono colpi di spugna, decreti, provvedimenti straordinari (sia chiaro il collega Marino colpe non ne ha visto quello che ha trovato meno di un anno fa?). Sono gli stessi Comuni che avevano l'IMU sulla prima casa al 5, al 6, quando Trieste ce l'aveva al 3,9. Vanno salvati con misure straordinarie perché non possiamo permetterci la bancarotta di città note nel mondo e perciò simbolo dell'Italia? Va bene, ma non a scapito nostro, non reiterando regole che, fatte sulla media, sono fin troppo generose con quelle situazioni e sono invece penalizzanti per i Comuni sani».

L'intervento di Roberto Cosolini poi si conclude con un appello a Matteo Renzi, che come lui è stato sindaco di una città e anche lui ha spesso lamentato l'ingiustizia di questo Patto: «Caro Presidente Renzi, tu queste cose le sai bene, lo hai anche sottolineato in queste settimane e allora nel piano di riforme che vogliono dare dignità e rigore alla cosa pubblica di questo Paese, come i tetti ai supermanager, la riduzione degli sprechi e dei privilegi, mettici anche questo, ovvero, un sistema normativo che riconosca e premi i virtuosi e che sanzioni chi sta sulla riva opposta: anche questa è cultura del merito».

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