Politica Viale Miramare

Lavori socialmente utili ai richiedenti asilo, Ics e Caritas: «Mai avremmo pensato che la maggioranza fosse divisa a questo modo»

I due enti sulla questione che vede "contrapposto" il sindaco Dipiazza e il vicesindaco Roberti su lavori di riqualificazione dell'inferriata del Porto Vecchio

«Nonostante l’apertura del primo cittadino di Trieste verso un tavolo di collaborazione e di confronto costruttivo e concreto, il dibattito politico innescato dagli esponenti locali della Lega Nord sull'attività di volontariato dei richiedenti asilo ha raggiunto livelli impensabili e, di fatto, grotteschi. Impensabili, perché mai avremmo immaginato che la maggioranza dell’Amministrazione Comunale fosse divisa in questo modo; grotteschi, perchè affermare di essere contrari ad una attività di volontariato realizzata da dei rifugiati, come da chiunque, è semplicemente privo di senso tanto più quando dette esternazioni hanno come unico obiettivo quello di gettare discredito su persone di cui, nello stesso tempo e in modo ugualmente strumentale, si lamenta la presunta passività».

Fondazione Caritas e Ics si inseriscono in quel dibatitto politico interno alla maggioranza che vede il sindaco Dipiazza propenso a proporre un progetto di riqualificazione dell'inferriata del Porto Vecchio lungo viale Miramare da destinare ai richiedenti asilo su base volontaria e con contributo regionale, proposta che però ha trovato in disaccordo il segretario e vicesindaco leghista Pierpaolo Roberti che ha sentenziato «basta soldi a Ics e Caritas». 

«Intendiamo precisare nuovamente che le attività di volontariato dei rifugiati si svolgono alle stesse condizioni e sulla base delle stesse normative previste per i cittadini italiani  - spiegano i due enti di accoglienza -; nessuna attività è retribuita ed eventuali contributi pubblici, come quelli messi a disposizione dalla Regione già da alcuni anni a favore dei comuni coinvolti sono finalizzati esclusivamente all'acquisto dei materiali necessari, alla copertura assicurativa (prevista dalle leggi sul volontariato) e alla realizzazione dei brevi corsi di sicurezza, anch'essi previsti dalla vigente normativa. Nessuna risorsa pubblica è destinata ad alcuna attività degli enti di accoglienza».

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