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Lavoro, Serracchiani: «Priorità al Piano nazionale per la sicurezza»

«Intervenire per aggiornare al nuovo quadro lavorativo la disciplina dettata dal Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali»

«Porre tra le priorità del nostro Paese un Piano strategico nazionale per la sicurezza sul lavoro, che impegni lavoratori, aziende, parti sociali, governo nazionale e istituzioni locali, tutta la politica, nel quale confluiscano misure puntuali, buone pratiche e proposte innovative». È la proposta che lancia Debora Serracchiani, da ieri capogruppo Pd nella XI Commissione Lavoro pubblico e privato, a nome del partito.

Serracchiani, partendo dal presupposto che «la sicurezza sul lavoro e la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali deve essere garantita a tutti i prestatori d’opera, qualunque sia il contratto di lavoro applicato», propone di «intervenire per aggiornare al nuovo quadro lavorativo la disciplina dettata dal Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (DPR 1124/1965), prevedendone l’estensione a tutte le tipologie contrattuali esistenti, a cominciare dalle collaborazioni occasionali».

«Deve essere data piena attuazione al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e - aggiunge Serracchiani - occorre agire sulle diverse leve previste dal nuovo Codice degli appalti, a cominciare da quelle premiali che già stanno caratterizzando protocolli e accordi raggiunti fra varie Regioni e grandi stazioni appaltanti, come Anac, Mit, Anas. In questa direzione - precisa la deputata - auspichiamo si ragioni su alcune proposte formulate dalle organizzazioni sindacali in determinati settori: ad esempio nell'edilizia, con la cosiddetta 'patente a punti' quale sistema premiale».

La parlamentare si è riferita inoltre al contesto europeo, indicando «l’attuale incongruenza in base alla quale gli incentivi, oltre i livelli obbligatori, per aumentare la sicurezza sul lavoro rientrano nei de minimis, menter gli incentivi per migliorare l’ambiente non sono considerati aiuti di Stato. Sollevare questo anacronismo costituirebbe - ha concluso - un modo responsabile e credibile di confrontarsi con le istituzioni europee».

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