Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Lavoro, Ziberna (FI): «Pipol inopportuno, giovani senza diploma come quarantenni laureati»

Il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna sulle scelte del Piano integrato di politiche per l'occupazione e per il lavoro (Pipol)

«La Regione ha deciso di uniformare le modalità di accesso al Piano integrato di politiche per l'occupazione e per il lavoro (Pipol), rendendo assolutamente uguali chi è un giovane disoccupato, magari senza avere un diploma anche professionale, rispetto chi è ultra quarantenne, magari laureato e con lunga esperienza. Una scelta del tutto inappropriata che rappresenta l'ennesimo fallimento della Giunta Serracchiani».

Ad affermarlo il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna che ha presentato un'interrogazione. «L'intento del Pipol - rileva Ziberna - dovrebbe essere quello di favorire l'integrazione delle politiche del lavoro. In buona sostanza, vi dovrebbe ricorrere chi cerca lavoro e non lo trova, affidandosi così al servizio della Regione. Inizialmente, infatti, il Piano è stato ideato con distinte logiche finalizzate a impiegare differenti fasce di popolazione: con la linea di demarcazione dei 29 anni d'età (oltre ovviamente al possesso del diploma o della laurea) che veniva considerata lo spartiacque tra due gruppi che necessiterebbero di differenti servizi e programmi d'inserimento. Ad esempio, un conto è impiegare (o formare) un diciottenne che non ha voluto studiare o un neodiplomato (con Garanzia giovani). Diverso aspetto è ovviamente favorire l'inserimento lavorativo per esempio a una donna con laurea, figli, un mutuo e che ha già lavorato per 15 anni (il programma si chiamerebbe Occupabilità). È bene ribadire, quindi, che Pipol è stato pensato per chi è disperatamente senza lavoro, anche da anni».

«Recentemente, però, nei Centri di orientamento la Regione Fvg ha esteso il programma di Garanzia giovani anche a chi ha più di 29 anni, indistintamente, senza alcuna valutazione su precedenti
esperienze e titoli di studio. Una scelta che pone tutti in un gran calderone: giovani, adulti, vecchi, analfabeti, diplomati, laureati, e che, pare, sia stata imposta da una tardiva erogazione dei finanziamenti che ha determinato la necessità di uniformare il percorso di inclusione lavorativa per tutti i soggetti indistinti».

«Una decisione - prosegue l'esponente di Forza Italia - che appare quantomeno inopportuna, visto che pone sullo stesso piano esigenze e professionalità diverse, oltre che caratteristiche personali che non possono essere sicuramente unificate. In questo modo, infatti, Pipol si rivela essere solo ed esclusivamente un corso formativo da 150 ore, nei più svariati ambiti, ma generico e, soprattutto per chi ha già discrete esperienze, vago e banale».

«Oltre al danno c'è, però, anche la beffa: sia nella prima riunione che al successivo (breve e banale) incontro di orientamento presso i Centri per l'impiego, verrebbe, infatti, spiegato ai richiedenti che conviene mettersi d'accordo con qualche ditta per un tirocinio. Tirocinio che bisogna, quindi, cercarsi da soli e durante il quale, se si è fortunati di trovare qualche ditta, si è messi a lavorare (senza sapere bene in che ruolo e a far cosa) per 500 euro al mese (40 ore a settimana), o a 300 al mese (20 ore a settimana), da 3 a 6 mesi».

«L'alternativa (che è anche peggio) - dichiara ancora Ziberna - è quella di rivolgersi a Garanzia giovani che dà la possibilità di frequentare un bel corso da mille (1.000) ore, per una qualifica
professionale di 3° livello, ovviamente inferiore alle professionalità che un laureato con esperienza (per esempio) ha già acquisito e che ovviamente ha ottenuto in virtù dei suoi
studi». 

«Chiedo, quindi, alla Giunta - conclude Ziberna - quali sono le motivazioni che hanno spinto la Regione a uniformare le modalità di accesso al progetto Pipol e se queste sono imputabili a misteriosi finanziamenti che non sono ancora disponibili o che sarebbero in ritardo, nonché se corrisponde al vero che nei colloqui di orientamento il consiglio più frequente che viene formulato è quello di trovarsi autonomamente un'impresa, una ditta, una situazione presso la quale svolgere un periodo di stage, venendo, quindi, meno il ruolo dei Centri per l'impiego che dovrebbero fare da tramite fra i beneficiari dei progetti Pipol e Garanzia giovani e i soggetti attuatori di stage e formazione lavorativa».

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