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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Lega Nord «Con sdemanializzazione Porto Vecchio rischio speculazione edilizia»

Fedriga: «Questo enorme business non andrebbe dunque affatto a vantaggio della città, come pure evidenziato da una forza di sinistra quale il Movimento 5 Stelle»

«L’emendamento del senatore Russo, nemmeno votato dal Senato ma direttamente fatto proprio dal Governo nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, va a depauperare Trieste da una grande potenzialità: il Porto Vecchio sarebbe infatti un fiore all’occhiello della città se l’esecutivo emanasse i decreti necessari all’attuazione di tutti i vantaggi fiscali della zona franca. Sdemanializzando l’area e togliendo il punto franco non si bada all’interesse della collettività bensì si corre concretamente il rischio di una speculazione edilizia laddove invece si sarebbero potute insediare nuove attività produttive capaci di rilanciare l’economia e l’occupazione».

Duro affondo del capogruppo della Lega Nord alla Camera Massimiliano Fedriga sul Porto Vecchio, a cui fanno seguito le odierne dichiarazioni  rilasciate in conferenza stampa dal segretario provinciale Pierpaolo  Roberti e del capogruppo in Provincia Paolo Polidori.
«È inutile che il sindaco dichiari testualmente che “il Porto Franco  serve” –ha esordito Polidori- se poi decide di spostare il Punto Franco
Vecchio da dove serve di più: il problema, come già sottolineato, sta  nella mancata piena applicazione dei vantaggi derivanti  dall’extradoganalità dell’area. Mi chiedo inoltre quale sia il progetto a  sdemanializzazione avvenuta: la sensazione – insiste il capogruppo in  Provincia- è che si vada incontro alla realizzazione di doppioni del tutto  superflui alla luce della crisi edilizia, che vede Trieste al primo posto  nella classifica degli immobili invenduti».

«Questo enorme business non andrebbe dunque affatto a vantaggio della  città, come pure evidenziato da una forza di sinistra quale il Movimento 5  Stelle: anziché seguire l’esempio di molte altre realtà mondiali,  decidiamo di sacrificare un Porto Franco Internazionale per fare chissà  cosa con chissà quali soldi. Un’operazione davvero scriteriata –ha  concluso Polidori- di cui il Pd farebbe bene a vergognarsi».  Non è più morbido il segretario provinciale Pierpaolo Roberti.
«Di notte, nell’ora in cui agiscono i ladri, il Partito Democratico è  riuscito a scippare, evitando qualunque dibattito, il Porto Vecchio alla
città. Se non vi fosse stato nulla da nascondere, il provvedimento avrebbe  potuto essere tranquillamente dibattuto e affrontato in ogni suo aspetto  nelle dovute forme e con le dovute tempistiche: il Pd, che detiene la  maggioranza a Roma, in Regione e in Comune, non avrebbe incontrato alcuna  difficoltà a farlo passare ugualmente, ma almeno vi sarebbe stata un  minimo di trasparenza».

«Esistono poi due questioni di cui l’emendamento Russo non tiene conto. In primo luogo cosa accadrà ai titolari di concessioni superiori ai quattro  anni una volta scadute? Soggetti come Gmt, Tripmare e Saipem –che peraltro  si sta facendo carico a sue spese della ristrutturazione del magazzino 23-  riceveranno una pacca di benservito sulla spalla e saranno costrette a  fare fagotto? E cosa dire poi delle otto realtà che hanno presentato  domanda di insediamento in Porto Vecchio, con denari spesi per la  progettazione e istruttorie in corso presso l’Autorità Portuale? Qualora  le istanze venissero rigettate per colpe non ascrivibili ai richiedenti,chi pagherà eventuali risarcimenti?» «Si evince dunque in maniera lampante –ha concluso Roberti- che il Partito  Democratico ha agito senza cognizione di causa, fregandosene delle imprese  operative in loco e senza alcuna visione complessiva della Trieste di  domani. La Lega, dal canto suo, farà tutto quanto in suo potere per  evitare di sacrificare sull’altare dell’interesse di pochi un patrimonio  comune del calibro di Porto Vecchio».

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