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Legge elettorale, Rojc (PD): "Da Lega colpo a minoranza slovena"

"Grave dopo rassicurazioni di presidente Fedriga". La senatrice, rappresentante della minoranza slovena nel gruppo Pd, si è espressa durante l'esame a Palazzo Madama della riforma elettorale, che modifica il meccanismo di assegnazione dei collegi durante le elezioni politiche

"E' l’ennesimo colpo della maggioranza a guida leghista contro gli spazi di rappresentanza della minoranza linguistica slovena. Un attacco frontale alle nostre prerogative costituzionali e alle norme di salvaguardia previste dalle leggi di tutela. Anche per questi motivi il gruppo del Pd ha deciso di presentare solo emendamenti soppressivi al testo, che ho illustrato nell’aula del Senato". Così la senatrice Tatjana Rojc, rappresentante della minoranza slovena nel gruppo Pd, si è espressa durante l'esame a Palazzo Madama della riforma elettorale, che modifica il meccanismo di assegnazione dei collegi durante le elezioni politiche. 

Chiusure della maggioranza

Rojc, cui è stata affidata una delle dichiarazioni di voto sui tre emendamenti soppressivi presentati del gruppo Pd, ha spiegato che "le chiusure della maggioranza e l’incapacità di dialogo non hanno consentito di poter discutere soluzioni organiche. Ci è stato impedito un confronto su quei correttivi che avrebbero evitato effetti negativi sugli equilibri costituzionali, con riferimento alla protezione della minoranza nazionale autoctona slovena che vive nella Regione Friuli Venezia Giulia".

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"Grave dopo le rassicurazioni"

Per la senatrice dem "dopo le rassicurazioni e l’impegno più volte ribadito dal governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, sia in ambito nazionale sia in contesti internazionali, quanto accaduto è grave. E il vigilerà sull’esercizio della delega per la rideterminazione dei collegi affinché siano utilizzati al massimo gli strumenti derogatori per compensare gli effetti negativi della riforma".

"Riduzione della qualità democratica del parlamento"

"Siamo di fronte a una riduzione della qualità democratica del Parlamento che - ha aggiunto Rojc - le riforme proposte dalla maggioranza portano avanti per esigenze elettorali, rifiutando un confronto costruttivo con le opposizioni. È un'impostazione inaccettabile e pertanto - ha concluso - ho riaffermato in aula la netta contrarietà del Pd".

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