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Legge su raccolta funghi, Paviotti (Cittadini): «Eccessiva tariffa regionale a 70 euro»

«Proposta del Pd è sbagliata: la tariffa di 50 euro era già stata determinata in norma transitoria qualche mese fa: un aumento del 40% è sproporzionato»

«Il Consiglio regionale ha approvato la legge che disciplina la raccolta dei funghi in Friuli Venezia Giulia. Sono stato relatore di maggioranza e la fatica per superare una serie di problemi e di vicendevoli contrarietà è stata davvero tanta». Questo lo sfogo di Pietro Paviotti (Cittadini) dopo i lavori dell'Aula.

«Bisognava combinare i legittimi interessi degli appassionati del settore - spiega il consigliere - e quelli, sempre legittimi, dei Comuni montani che realizzano parte dei loro introiti anche dalle tariffe pagate dai raccoglitori e chiedono di mantenere le risorse storiche». Paviotti rammenta, quindi, che la prima questione dibattuta è stata la partecipazione o meno a un corso, poi approvato come obbligatorio, e il conseguente superamento di una prova orale.
Seconda questione, quanto si paga per poter raccogliere. Il testo inizialmente prevedeva 50 euro per la raccolta sull'intero territorio regionale; 25 euro per la raccolta sul territorio di una singola Uti; gratuito per il residente di un Comune che raccoglie entro i confini comunali.

«Personalmente - così ancora Paviotti - ritenevo equilibrata questa proposta. Succede, però, che in Aula il Pd presenta un emendamento che porta la tariffa regionale a 70 euro. Ho cercato di spiegare perché a mio avviso era una proposta sbagliata: la tariffa di 50 euro è già stata determinata in norma transitoria qualche mese fa; fare adesso un aumento del 40% è sproporzionato; il limite indicato è quello minimo e la Giunta può sempre elevarlo».  

«Ho chiesto dunque - continua - che si verifichi nel 2017 l'andamento delle entrate e se queste garantiscono le risorse storiche ai Comuni montani (come io credo che sarebbe stato con i 50 euro) si mantiene la tariffa, diversamente si può aumentare; i territori montani sono tutelati dal fatto che l'85% delle entrate saranno loro devoluti; i residenti nei territori montani sono tutelati dal fatto che possono raccogliere gratuitamente nel loro Comune; se la tariffa regionale è ragionevole (50 euro), le persone sono incentivate a usare questa modalità, diversamente preferiranno pagare a una o due Uti (25 euro Uti) per risparmiare e, di conseguenza, portare un minor gettito nelle casse della Regione e dei Comuni».

Ho anche fatto una proposta di mediazione che ritenevo ragionevole: portare la tariffa da 50 a 60 euro, non a 70. Proposta però non accolta: voti favorevoli solo dei Cittadini (3), di Sel-FVG (2), della LN (1) e di due assessori presenti (Shaurli e Vito). Troppo pochi. Non è la fine del mondo ma evidentemente non sono soddisfatto di questo risultato. Infine, i turisti residenti in altra regione possono raccogliere, durante il loro soggiorno in FVG, tramite permesso giornaliero e pagando 5 euro al giorno (però massimo 10 giorni all'anno); possono farlo senza autorizzazione della nostra Regione (corso + esame); il turista ivi residente, invece, può fare il permesso giornaliero ma deve aver ottenuto l'autorizzazione alla raccolta. Questa è una buona soluzione - afferma Paviotti - perché mette al riparo da furbizie di chi si finge turista per non fare i corsi ma permette a chi viene da fuori di soggiornare da noi e raccogliere funghi durante questo periodo. Concludendo, per il consigliere si tratta di "un risultato positivo con una stonatura che va accettata perché figlia della crudele legge dei numeri che in democrazia, evidentemente, conta".

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