Legge servizio idrico, ok da Lauri (Sel): «Acqua è bene comune, rinvio favorirebbe mercato»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

«L'acqua è un bene comune, il suo accesso un diritto umano universale: e la sua gestione deve essere pubblica così come avviene in Val d'Aosta e nelle Province di Trento e Bolzano: nella revisione dello Statuto di autonomia della Regione bisogna ottenere anche per il FVG le stesse potestà che lo Stato ha già concesso loro e su questo c'è l'impegno di tutto il Consiglio regionale che ha già cominciato ad approfondire l'argomento. Ma l'individuazione di un'autorità unica in grado di programmare gli interventi nell'intera Regione non si può più rimandare».  

Giulio Lauri, capogruppo di Sel in Consiglio regionale, ha motivato così la necessità di varare la nuova legge regionale sui servizi idrici e sulla gestione dei rifiuti nel corso dell'incontro fra i capigruppo e alcuni sindaci che avevano chiesto il rinvio sine die della legge, avvenuto lunedì sera a Udine nella sede della Regione. 

«La posizione di Sel è nettamente a favore di modalità di affidamento in house a soggetti interamente pubblici del servizio idrico integrato, e siamo i primi ad auspicare e ad impegnarci per un cambiamento della normativa comunitaria e nazionale che tolga all'acqua lo status di bene la cui gestione ha rilevanza economica ed è quindi soggetta alle sole regole del libero mercato, in modo che lo Stato possa così prendere un orientamento deciso per una gestione da parte di società interamente pubbliche. Però non possiamo perdere tempo e rimandare una decisione che ci consenta di investire risorse per la manutenzione di una rete idrica che fa acqua da tutte le parti e realizzare un compiuto sistema di depurazione delle acque in attesa dell'approvazione in Parlamento di una legge i cui contenuti e tempi non sono nella disponibilità del Consiglio regionale», ha continuato Lauri.  giulio lauri-2
 
«Il FVG si colloca agli ultimi posti nella classifica delle regioni relativa alla percentuale di popolazione allacciata ad impianti di depurazione efficienti. Quasi la metà della popolazione scarica le acque reflue nel suolo e questo peggiora innanzitutto la qualità delle acque sotterranee che lasceremo alle generazioni future. Siamo a un passo dalle sanzioni Ue che potrebbero pesare sul FVG per 66 milioni/anno, a partire da quello in corso, fino al completamento del sistema di depurazione regionale, un esborso che aprirebbe una vera e propria falla nel bilancio regionale costringendo la Regione a distogliere risorse da altri provvedimenti di natura sociale economica e ambientale. "Abbiamo ascoltato le istanze dei territori e già accolto alcune modifiche per le aree montane - dove la realizzazione di un sistema di depurazione risulta particolarmente oneroso: la Regione ha già previsto una priorità per la destinazione degli investimenti nelle aree montane e un alleggerimento delle bollette dell'acqua tramite Carta famiglia - ha proseguito Lauri - e allo stesso modo siamo aperti ad accogliere anche ulteriori proposte di modifica di singoli punti della legge.

«Con lo stesso impegno porteremo avanti con decisione la trattativa con lo Stato sullo Statuto regionale, e se lo Stato darà una indicazione univoca per gli affidamenti in house saremo i primi a esultare per il recepimento delle istanze referendarie e modificheremo la norma - ha concluso Lauri -, ma la richiesta di una parte dei sindaci e dei comitati non può essere quella di non applicare le norme nazionali o di decidere di non decidere come è avvenuto in passato. Senza un forte governo pubblico dell'acqua e dei rifiuti oggi questi beni sono molto più esposti agli interessi di mercato di quanto non avverrà dopo l'approvazione della legge. Per questo - perché condividiamo totalmente le premesse di alcuni Comuni e Comitati ma dissentiamo radicalmente sulle conclusioni -, pensiamo che sia utile discutere e approvare una nuova legge sulla gestione del servizio idrico e dei rifiuti ed evitare che anche in questa legislatura, così come quella precedente, questo problema non venga affrontato».

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