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Giovedì, 18 Agosto 2022
"Ripensateci" / Isontino

Violinista esclusa perché russa, la politica si schiera e attacca il Premio Lipizer

Tuona il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, ma anche la senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc. "Apriamo le porte agli artisti russi, diamo una lezione di libertà e democrazia anziché boicottarli. Tanto più a Gorizia che, insieme a Nova Gorica, ha vinto il titolo di Capitale europea della cultura per il 2025”

GORIZIA - Continua a far discutere la decisione del Premio Lipizer di escludere una violinista con la sola "colpa" di essere russa. La vicenda, fatta emergere nella giornata di ieri in questo articolo, mette d'accordo anche la politica che dal centrodestra al centrosinistra è unanime nel condannare la scelta. “Si tratta di una scelta incomprensibile quanto inaccettabile - così il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna -, che va contro lo stesso spirito dell’evento che, da sempre, interpreta la musica come strumento di vicinanza fra le genti, di superamento dei confini e di libertà umana e culturale”. 

"Dovremmo aprire le porte agli artisti russi"

“Non capisco cosa abbia spinto l’associazione Lipizer, una realtà goriziana popolare e di grande prestigio, ad assumere un atteggiamento del genere. Da sempre, purtroppo, la prima vittima delle guerre è la gente comune ma anche gli artisti liberi e colpire loro significa far pagare a innocenti crimini di cui non sono responsabili. Anzi, credo che oggi come oggi l’Europa dovrebbe aprire le porte agli artisti russi, dando una lezione di libertà e democrazia anziché boicottarli. Tanto più a Gorizia che, insieme a Nova Gorica, ha vinto il titolo di Capitale europea della cultura per il 2025”. 

"Esclusa perché russa": la storia di Lidia (LEGGI)

Le parole della Rojc

Nel merito della questione entra anche la senatrice del Partito democratico, Tatjana Rojc. “Stupisce e addolora profondamente che proprio a Gorizia si sia scelto di distinguere gli artisti tra degni e indegni solo sulla base del luogo di nascita o dell’appartenenza nazionale. Confido in un ripensamento. Non ho mai avuto dubbi a scegliere da che parte stare e ho detto con chiarezza che bisogna aiutare gli ucraini aggrediti, ma sono pure convinta che le espressioni artistiche e la musica in particolare vadano protette più possibile dall’intrusione della guerra. Oggi possono in piena legittimità esprimersi dei filo-putiniani italiani e viene impedito di suonare a una violinista russa”. 

 
 

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