Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Chiusure festive, Sergo (M5S): «Il Pd ha perso un altro anno di tempo»

Il portavoce del M5S in Consiglio regionale, Cristian Sergo commenta la decisione della Consulta sulla legge che prevedeva le giornate di chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi

«Il Pd in Parlamento ha perso un altro anno di tempo. Questa è l'unica considerazione che si può fare per commentare la decisione della Consulta sulla legge che prevedeva le giornate di chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi».

A parlare è il portavoce del M5S in Consiglio regionale, Cristian Sergo.

«Se avessimo avuto anche un minimo dubbio che una legge così come presentata potesse esser accettata dalla Corte costituzionale, tre anni fa avremmo presentato noi una proposta di legge regionale e non un voto alle Camere con cui siamo riusciti già nel settembre 2013 a far esprimere all'unanimità la volontà del Consiglio regionale di superare il Decreto Salva Italia di Monti».

«La giunta Serracchiani, invece, ha voluto andare a sbattere contro un muro senza nemmeno recepire i nostri suggerimenti, volti a motivare in legge la decisione di tenere chiusi i negozi. Evidentemente la presidente è stata consigliata male dai legali che garantivano buone possibilità di non vedere bocciato il provvedimento che tenesse conto solo delle giornate festive e non anche delle chiusure domenicali».

«Avremmo avuto una motivazione in più da parte della Corte, costringendo i giudici ad affermare il principio che il libero mercato e la concorrenza sfrenata siano principi da tutelare più importanti della tutela dei lavoratori, compresi i piccoli imprenditori che non possono competere sul mercato con i grandi centri commerciali, rimanendo aperti sette giorni su sette».

«L'azione della giunta Serracchiani, finora, non è riuscita a smuovere le coscienze dei senatori che da anni ormai hanno nel cassetto una proposta molto simile a quella avanzata qui nel Friuli Venezia Giulia e che punta a far chiudere i negozi almeno nei giorni festivi. Proposta ancora mai discussa in Parlamento».

«In tutto questo teatrino a rimetterci sono sempre gli stessi, i più indifesi, cittadini costretti a lavorare con ritmi assurdi, giovani e famiglie intere cui non viene data alcuna prospettiva se non quella di chiudersi in un centro commerciale la domenica vuoi per lavorare, vuoi per trascorrere qualche ora e respirare un po' di aria condizionata».

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