Trieste Servizi, M5S: "Renderebbe più incerto il futuro dei lavoratori"

Basso - Imbriani (M5S): "Qualche esponente della maggioranza dà informazioni errate. Forse chi ha firmato la petizione non sa che i dipendenti delle cooperative non avrebbero certezza del passaggio alla nuova società, sarebbe effettuata selezione pubblica"

Foto di repertorio

In merito alla petizione sulla creazione, da parte del Comune di Trieste, della società in house “Trieste Servizi” è necessario fare un po’ di chiarezza e riportare esattamente tutti gli elementi emersi nelle due commissioni consiliari che hanno affrontato il tema. "Qualche esponente della maggioranza - esordisce il consigliere M5S Domenico Basso - si ostina a fornire informazioni errate, illudendo così centinaia di lavoratori delle cooperative di servizi che, solo per colpa di mancanza di clausole di salvaguardia in fase di cambio appalto, ascrivibili alle diverse amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, si ritrovano ad ogni passaggio con meno tutele e salari ridotti”.

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"Non passaggio automatico ma selezione pubblica"

"Durante l’approfondimento in Commissione - sottolinea Basso - ad una mia domanda specifica sull’ipotetico automatismo del passaggio diretto dei dipendenti delle ditte attualmente appaltate verso la società in house, come dichiarato dal consigliere Roberto Cason, il dirigente del Servizio finanziario e tributi, Vincenzo Di Maggio, ha risposto a chiare lettere che verrebbe effettuata una selezione pubblica".

“Questo dettaglio è stato spiegato ai sottoscrittori della petizione?", si chiede l'altro pentastellato Alessandro Imbriani. "Di fatto i lavoratori delle cooperative non avrebbero alcuna certezza del passaggio alla nuova società di servizi, e la costituzione di Trieste Servizi renderebbe ancora più incerto il loro futuro".

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"Siano proposti paletti stringenti"

"Qualcuno forse è stato superficiale, utilizzando la buona fede del proponente e di tutti quei lavoratori che speravano di superare quelle difficoltà che si verificano ad ogni cambio appalto - concludono Basso e Imbriani -. Se la maggioranza di centro destra ha veramente a cuore le sorti di questi lavoratori, sarebbe opportuno che proponesse dei paletti stringenti in fase di appalto, quali la salvaguardia del posto di lavoro, l’introduzione di un salario minimo garantito e la certezza di lavorare per un numero di ore prestabilite. Noi del M5S non faremmo mancare il nostro sostegno”.

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