Manca la scala di sicurezza: 11 posti in meno all'asilo. Brandi: «Grazie alla Giunta Cosolini»

L'ex assessore Grim: «Inutile scaricabarile, inizino a risolvere i problemi delle scuole come abbiamo fatto noi»

«Siamo venuti a sapere qualche giorno fa che il prossimo anno ci saranno 11 posti scolastici in meno grazie alla Giunta Cosolini perchè hanno ben pensato di non adeguarsi alle norme antincendio (non predisponendo una scala di sicurezza esterna) per quanto riguarda la ristrutturazione dell'asilo "Filastrocca" di via Svevo e ora, al ritorno, invece di 33, i bambini accolti potranno essere solo 22».

L'assessore comunale all'Educazione Angela Brandi stigmatizza così l'operato della precedente amministrazione nel corso di una conferenza stampa con la collega dei Lavori pubblici Elisa Lodi: «Per fortuna – ha osservato la Brandi – una parte dei bambini terminerà a giugno la frequenza al nido per “transitare”, essendo più grandicelli, alla scuola materna. Per cui, potendo mantenerci nei limiti dei 22 posti, nessuno dei frequentatori in essere verrà escluso. Ma resta il fatto che non potremo invece accogliere nessun bambino in più oltre questa cifra. E questa impossibilità, devo dire, diventa particolarmente sconfortante e frustrante per il lavoro che stiamo svolgendo, stanti gli sforzi che stiamo compiendo per reperire posti nuovi ovunque possibile, in ogni angolino anche minimo e in ogni direzione, anche tramite convenzioni con i privati».

POSTI DISPONIBILI - L'assessore ha spiegato che il loro intervento iniziale, appena insediati, che aveva trovato 10 posti negli asili convenzionati è stato così vanificato: solo 954 i posti complessivi dell'offerta comunale, ma solo 553 le nuove disponibilità, a fronte di 1125 domande complessive, «con un aumento di 47 richieste nonostante l'obbligo della certificazione vaccinale», ha sottolineato Brandi.

«Ma ciò che è, per certi aspetti, ancor più sconcertante sta nel fatto che di queste difficoltà l'Area Educazione non era stata - come si sarebbe ben che dovuto fare - perlomeno informata per tempo. Segnale evidente di come non vi fosse, all'epoca, neppure un'adeguata comunicazione fra i due Assessorati interessati. Cosa che invece noi ora abbiamo ripristinato prevedendo – hanno spiegato la Brandi e la Lodi – una riunione tecnica inter-assessorile almeno mensile (ogni primo mercoledì del mese) per verificare puntualmente e tenere in evidenza e “sotto controllo” tutti i problemi comuni. Peccato che ciò non sia stato fatto anche dai nostri predecessori! Ci saremmo oggi trovati con molti problemi in meno...».

«Per la “Filastrocca” – ha concluso l'Assessore Lodi – purtroppo non si potrà fare molto per recuperare in tempo utile i ritardi pregressi, e l'aumento del numero di bambini in via Svevo, con la collocazione della indispensabile nuova scala di sicurezza (e di conseguenza con la “riclassificazione” della scuola fino a una capacità di 40 persone, educatori compresi), non potrà realizzarsi se non prima del 2018».

GRIM - Ai due assessori replica l'ex titolare della delega all'educazione e ora consigliere comunale e segretaria provinciale del Partito democratico, Antonella Grim: «Registro la solita mancanza di correttezza istituzionale: Brandi e Lodi la smettano di scaricare i problemi dell’edilizia scolastica sugli altri e comincino a fare sul serio come abbiamo fatto noi. I problemi di un parco scuole così vetusto come quello triestino sono tanti e noti da anni, e ogni Amministrazione comunale deve farci i conti, trovando giorno dopo giorno risorse e soluzioni, che sono molto difficili, come ho avuto modo di vedere in prima persona. Gli assessori della Giunta Dipiazza organizzino conferenze stampa per raccontare ai triestini cosa fanno per le scuole, non quello che non riescono a fare. Anzi, facciano meno conferenze stampa e lavorino di più, visto che il livello di attività amministrativa è basso».

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«La Giunta Cosolini ha fatto molto per il settore dell’educazione – sottolinea Grim -. Ricordo la preventiva bonifica delle pavimentazioni dal vinil-amianto, il percorso pluriennale di ristrutturazione degli asili e delle scuole dell’infanzia 0-6, e le numerose opere di ristrutturazione: il Dante, la De Tommasini-Kosovel, la De Marchi-Gherbez, la Nuvola Olga. È evidente – continua – che i problemi ci sono e ci saranno sempre, ma vanno risolti passo passo senza fare a scaricabarile, anche perché spesso ci si trova davanti a progetti che iniziano in un modo e che poi, in corso d’opera, devono essere rivisiti, rimodulati, potenziati, perché subentrano degli imprevisti. Il nostro metodo era chiaro: tra non fare un’opera e iniziarla con le risorse che c’erano a disposizione in quel momento, noi sceglievamo di iniziarla, consapevoli che poi avremmo dovuto lavorare per reperire ulteriori fondi e portare avanti i lavori».  

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