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Roberti: «Marcinelle simbolo da custodire»

«Un simbolo che, a distanza di 62 anni, non smette di darci insegnamenti profondi e, anzi, ne assume ancora altri»

"Marcinelle è un simbolo che dobbiamo custodire e non dimenticare". Lo ha detto l'assessore regionale alle Politiche comunitarie e ai Corregionali all'estero, Pierpaolo Roberti, intervenuto oggi alla cerimonia che nella località belga ha commemorato il disastro consumatosi l'8 agosto del 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier dove persero la vita 262 minatori, dei quali 136 italiani e, tra questi, 7 friulani. Roberti ha deposto un mazzo di fiori bianchi cinto dal nastro della Regione Friuli Venezia Giulia.

"Marcinelle - ha affermato l'assessore - è un simbolo che, a distanza di 62 anni, non smette di darci insegnamenti profondi e, anzi, ne assume ancora altri. Prima di tutto ci racconta l'emigrazione italiana, un'emigrazione diretta verso paesi che chiedevano manodopera in quel dopoguerra che aveva lasciato macerie fisiche ed economiche. Un'emigrazione discreta - ha ricordato Roberti - di gente laboriosa, come tanta della nostra regione, che dopo l'arrivo in Belgio, nei bui cunicoli di una miniera, è riuscita a costruirsi un futuro e a dare al popolo belga il proprio contributo di crescita che ad oggi si traduce anche in molti cognomi italiani nelle locali amministrazioni comunali e regionali".

"L'altro aspetto - ha aggiunto Roberti - è quello della sicurezza nei luoghi di lavoro: sebbene sia passata un'eternità da quel '56, non dobbiamo mai smettere di impegnarci per fare sì che si che infortuni e morti sul lavoro cessino di essere un tema ancora così frequente sulle pagine dei media".

La sciagura di Marcinelle, causata dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica da cui si sviluppò un incendio che subito riempì di fumo la miniera, vide perire sette lavoratori friulani: Pietro Basso, di Bannia, Mario Buiatti, di Udine, Ruggero Castellani, di Ronchis, Lorenzo De Santis, di Flaibano, Ferruccio Pegorer, di Azzano Decimo, Ciro Natale Piccolo, di Povoletto, e Armando Zanelli, di San Giorgio di Nogaro.

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