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Piano Marshall, Ziberna: «0,5 % del proprio PIL ai paesi più poveri»

Al Forum mondiale "Rappresentanze territoriali per una vera democrazia globale" il vicecapogruppo di Forza Italia Rodolfo Ziberna propone un nuovo Piano Marshall delle 50 nazioni più ricche al mondo: «Destinare le risorse a interventi diretti in quei Paesi per elevare le condizioni di vita»

Al Forum mondiale delle Assemblee legislative regionali e subnazionali, tenutosi nei giorni scorsi a Milano e incentrato sul tema "Rappresentanze territoriali per una vera democrazia globale", ha preso parte il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, assieme al presidente dell'Assemblea legislativa del Friuli Venezia Giulia, Franco Iacop. Dell'organizzazione internazionale fanno parte nazioni di tutto il mondo, presenti con parlamentari e consiglieri regionali che hanno partecipato a diverse sessioni tematiche di lavoro, tra le quali il "Regional welfare: immigrazione, diritti sociali e opportunità istituzionali, i nuovi bisogni, sostenibilità, comunità locali".

Ed è proprio in questo gruppo di lavoro che Rodolfo Ziberna ha presentato la proposta di dare vita a un nuovo Piano Marshall delle 50 nazioni più ricche al mondo, con cui destinare nei prossimi dieci anni 3.000 miliardi di euro ai Paesi più poveri che oggi generano un flusso di emigrazione che l'Occidente non è più in grado di ammortizzare. In sostanza, queste nazioni dovrebbero destinare lo 0,5 % del proprio PIL, spesso meno di quanto già destinano per far fronte all'immigrazione (l'Italia, ad esempio, spende dai 3 ai 4 miliardi di euro ogni anno, tenuto conto di tutto) per avviare in quei Paesi azioni destinate all'alfabetizzazione, alla sanità, alla realizzazione con proprie imprese delle infrastrutture necessarie (strade, ponti, scuole, ospedali) e alla industrializzazione forzata.

«La svolta - spiega Ziberna - deve essere questa: destinare le risorse a interventi diretti in quei Paesi per elevare le condizioni di vita e non costringere le popolazioni a viaggi della disperazione. Laddove le condizioni politiche di un Paese non consentissero interventi internazionali, perlomeno la migrazione potrà limitarsi verso un Paese confinante. Se non lo faremo, il flusso sempre più massiccio di immigrati non potrà che determinare fortissime tensioni sociali, che non saremo in grado di governare. Insomma si rischia una guerra civile se non prenderemo in mano la situazione. E' finita l'ora dei proclami e dobbiamo passare a quella delle azioni concrete. Così facendo oltre a promuovere il miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi poveri per spirito solidaristico, si svilupperà progressivamente un nuovo e grande mercato che concorrerà a dare fiato anche al nostro mercato occidentale».

Il Forum ha fatto propria la proposta di costituire questo fondo inserendola nel documento conclusivo, votato all'unanimità, ed esprimendo particolari apprezzamenti per l'iniziativa. «La strada per dare corpo a questo Piano è ancora lunga - ha commentato Ziberna - ma questo riconoscimento è certamente un momento assai importante».

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