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Polizia, D'Andrea (Siap): «Mensa di Fernetti al collasso»

«I problemi risultano aggravarsi di giorno in giorno. Lacune gestionali vanno a ripercuotersi sui poliziotti impegnati quotidianamente sui confini»

«La mensa obbligatoria di servizio presso la sede disagiata di Fernetti (riconosciuta tale dal Ministero degli Interni) è sostanzialmente al collasso». Lo afferma il segretario provinciale del Siap Fabrizio D'Andrea.
«Durante le fasi critiche di questa estate “calda” dal punto di vista del flusso migratorio, - continua D'Andrea - il servizio mensa fornito dalla ditta appaltatrice, già citata nei precedenti comunicati, ha dimostrato di non poter garantire né quantità né qualità delle porzioni, addirittura chiudendo proprio i locali e sbattendo in faccia ai colleghi la porta della mensa che a Fernetti è obbligatoria date le condizioni disagiate del personale operante».

«I problemi -prosegue ancora il segretario - risultano aggravarsi di giorno in giorno, e si riscontrano lacune gestionali che vanno a ripercuotersi sui poliziotti impegnati quotidianamente sui confini per il contrasto del noto fenomeno dei clandestini».
«Si va avanti così - spiega - dal mese di  giugno 2017,  oramai da più di un anno e molti poliziotti si vedono costretti a mangiarsi un panino e per di più durante le operazioni di ordine pubblico attuali. Insomma siamo molto lontani da quanto prevede l'appalto con il Ministero».

«Esprimiamo la nostra più forte gratitudine al personale della mensa che con non comune senso del dovere tenta di fornire il miglior servizio possibile con il poco che la ditta concede, e ci giungono lamentele che taluni dipendenti debbano pregare i loro responsabili per avere anche il minimo indispensabile».
«Oltretutto a Fernetti lavora solo un cuoco e non vi è presente un aiuto per lavaggio stoviglie o pulizia dei locali. Sono tagli del personale che peggiorano il servizio di giorno in giorno. Quando ci si porta un panino da casa vuol dire che il servizio è insufficiente e che la pazienza è finita». «Siamo alla frutta, anche se quella spesso e volentieri scarseggia».            

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