Migranti, Fedriga: "Dal primo luglio controlli congiunti ai confini"

"Malgrado l'enorme sforzo del Governo, che ha disposto il potenziamento di organico delle Forze dell'Ordine e un maggior presidio del territorio, la situazione non può infatti risolversi se tutti i Paesi coinvolti non offrono il loro contributo"

Foto di repertorio

Dopo i copiosi arrivi di migranti irregolari in questi giorni a Trieste, il governatore del FVG rende noto che dal 1 luglio prenderanno il via i controlli congiunti ai confini, con l'obiettivo di contrastare in modo deciso l'ingresso di migranti irregolari in Friuli Venezia Giulia. Il presidente Massimiliano Fedriga divulga l'annuncio a seguito di un confronto con il Consolato generale di Slovenia. "Sono estremamente preoccupato per quanto sta accadendo al confine italo-sloveno", commenta Fedriga. "Malgrado l'enorme sforzo del Governo, che ha disposto il potenziamento di organico delle Forze dell'Ordine e un maggior presidio del territorio, la situazione non può infatti risolversi se tutti i Paesi coinvolti non offrono il loro contributo".

Oltre 100 migranti rintracciati in zona Wartsila

Altri 18 migranti rintracciati a San Dorligo

Sinergia con la Slovenia

Se oggi c'è evidenza dei numeri che caratterizzano i flussi "perché - come ricorda il governatore - a differenza che in passato i controlli ci sono", altrettanto importante è la sinergia avviata con la Slovenia: una partnership che, rende noto Fedriga a seguito di un confronto con il Consolato generale della vicina Repubblica, "porterà dal 1 luglio all'attivazione di pattuglie miste sui confini, utili ad arginare l'ingresso di irregolari".

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La rotta balcanica

L'appello del governatore si estende ai Paesi attraversati dalla rotta balcanica, a cui viene chiesta "piena collaborazione, a iniziare dalla Croazia. L'Italia e la Slovenia non possono infatti essere le uniche due realtà a combattere l'immigrazione clandestina: ognuno deve fare la sua parte e presidiare i confini del proprio territorio". Criticità, quelle elencate da Fedriga, che, se non dovessero essere superate in breve tempo, porteranno il Friuli Venezia Giulia a "valutare di richiedere al Governo la sospensione di Schengen".

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