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Minoranze, Repini (Pd): "Il sindaco intervenga contro i tagli all'editoria"

Previsto taglio ai fondi alla cosiddetta "editoria minore", il centrosinistra interviene per la salvaguardia di una stampa che è diretta espressione delle comunità locali, in particolare quella slovena e quella italiana in Istria. Segnalate anche penalizzazioni per le scuole slovene nel nuovo regolamento

Il governo intende tagliare i fondi alla cosiddetta "editoria minore", e il centrosinistra interviene con una mozione che esorta l'intervento del Sindaco per salvaguardare una stampa che è diretta espressione delle comunità locali, in particolare quella slovena e quella italiana in Istria.

"La nostra mozione nasce in sostegno del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione che, anche in base alla nuova legge sull'editoria 255/2016, ha rafforzato e ammodernato un meccanismo che negli ultimi anni vede finalmente protagoniste principalmente le realtà locali, cooperative e non profit, ponendo rimedio alle storture del passato. È quindi con preoccupazione che apprendiamo della decisione di metterla nuovamente in discussione, nonostante di ciò non vi sia traccia nel contratto di governo". Così ha dichiarato la consigliera Valentina Repini nella conferenza stampa intitolata "Quando il fascismo è un metodo", in cui è stato dichiarato che la maggioranza ha conferito l'urgenza alla mozione, che verrà discussa al consiglio del 19 novembre.

"Parlare di una cancellazione - continua Repini - non potrà che indebolire, ed in alcuni caso addirittura cancellare testate pubblicate da realtà indipendenti, espressione delle comunità locali. L’ idea che il mercato da solo sia in grado di garantire un effettivo pluralismo delle voci dell’informazione è del tutto illusoria. In tutta Europa, infatti, esistono politiche di sostegno all'informazione indipendente. L'annuncio mette a rischio il futuro di testate come il Primorski dnevnik, Vita Nuova, Novi Glas e altre realtà della regione quali Voce Isontina, Vita Cattolica, Novi Matajur e Il Popolo o anche la Voce del Popolo di Fiume, che viene pubblicato per la comunità italiana in Slovenia e in Croazia. Il ridimensionamento delle testate colpite dai tagli costituirebbe un grave danno per la ricchezza culturale e il pluralismo dell’informazione nella nostra città. Si tratterebbe di un impoverimento complessivo che non sarebbe in alcun modo compensato dal risparmio".

La consigliera precisa che "Una mozione analoga è stata presentata dal Pd a Gorizia e condivisa dal centrosinistra e da rappresentanti di primo piano della maggioranza di centrodestra. Come promotori del documento in Consiglio comunale a Trieste ci auguriamo possa esserci un altrettanto sostegno ampio e trasversale all’iniziativa in difesa del fondo, anche alla luce delle recenti prese di posizione di esponenti di primo piano della maggioranza che sostiene il governo. A tal proposito va ricordato come a nome della Lega si è espresso Alessandro Morelli, presidente della commissione trasporti della camera, che definisce le testate locali fondamentali per la difesa del pluralismo di informazione e opinione nei territori, prendendo la difesa nei confronti dei fondi all’editoria ed esprimendo un deciso no alla tagliola".

Sempre riguardo alle minoranze, e in particolare quella slovena, Repini ha segnalato che: "Nella proposta di delibera del nuovo regolamento per le scuole dell'infanzia comunali ci sono preoccupanti differenze tra le scuole dell'infanzia comunali con lingua slovena rispetto al regolamento ancora in vigore".

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Secondo l'esponente del Pd "Nell'articolo 20 del regolamento attuale, per i bambini appartenenti alla comunità slovena sono istituite sezioni con lingua d'insegnamento slovena con personale educativo e d'appoggio avente conoscenza di detta lingua. Nell'articolo 8 del nuovo regolamento si parla di mero inserimento di sezioni slovene in alcune scuole dell'infanzia, mentre nel regolamento attuale le sezioni slovene hanno lo status di sezoni istituite".

"Inoltre - viene segnalato da Repini - nel nuovo regolamento non c'è traccia di un aspetto fondamentale per l'offerta formativa in lingua slovena. Sarebbe così possibile assegnare l'insegnamento a personale docente senza conoscenza della lingua. Va segnalato inoltre una mancanza di contiunuità di insegnamento in lingua slovena nelle scuole dell'infanzia in lingua slovena comunali Dijaski dom, Oblak Niko e Modri delfin, dove il personale docente ed ausiliario viene spesso sostituito con personale che non conosce la lingua slovena con gravi ripercussioni sulla didattica, con palese violazione del diritto della minoranza slovena all'istruzione pubblica nella lingua d'origine".

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