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Miramare, Psi Trieste: «Regna il degrado, cigni e ricca vegetazione sbiadito (bellissimo) ricordo»

Lo rileva in una nota Gianfranco Orel, segretario del Partito Socialista Italiano - Federazione di Trieste

«Quando si entra nel parco di Miramare il castello appare in salute, nonostante i suoi centocinquanta anni di vita e le saltuarie manutenzioni. La "rocca degli Asburgo" è ricca di storia e palpitante per i turisti; per i triestini una meta rituale, valida per tutte le stagioni e mai tramontata..!»

Lo rileva in una nota Gianfranco Orel, segretario del Partito Socialista Italiano - Federazione di Trieste.

«Piace - continua la nota - passeggiare lungo i suoi vialetti, soffermarsi nei prati, sperando di trovare la coppia di cigni nel laghetto, che immancabilmente si avvicinano per prendere qualche briciola di pane.. I meno svagati, sbirciando tra le fronde, possono vedere qualche scoiattolo che si sgranocchia una noce e poi scomparire velocemente. Piace il profumo dei glicini, le aiuole di fiori davanti il mare, la grotta sotto il terrapieno dei cannoni. Alla fine del giro si spera che il coffee-shop sia aperto per sorbire un cremoso cappuccino sotto il pergolato e, di fronte al mare, tuffarsi nei propri pensieri o condividere la bellezza con chi ci sta vicino..Miramare è certamente il più bel bene che abbiamo in città; il nostro gioiello di famiglia». gianfrnaco orel-2

«Purtroppo - sottolinea Orel -  il parco è miseramente abbandonato; ai turisti sembra impossibile un degrado simile, uno sgradito biglietto di visita  per la Trieste mitteleuropea  che si immaginano! Ma mi domando, è tanto difficile cominciare da qua trovando una squadra di giardinieri coordinati da qualche esperto di verde ornamentale e tutela del paesaggio?! Ci sono dei corsi di laurea in tali materie a Imola e un progetto in tal senso potrebbe dare del lavoro qualificato a molti giovani e, di questi tempi, non è cosa da poco! Le spese di manutenzione potrebbero essere sostenute con un calibrato biglietto d'ingresso al parco. Una volta il comune aveva il suo servizio "agricoltura e foreste", con un dirigente che veniva chiamato anche all'estero, come consulente, per curare e allestire giardini della Carinzia e della Stiria..Tra l'altro questa struttura comunale era anche in grado di valutare costi e qualità degli interventi privati, qualora fosse stato necessario dare all'esterno certe specifiche opere; parliamo però della prima repubblica, ora le cose dovrebbero essere migliorate». 

«Si vuole invece - ancora -  cominciare dall'alto cercando una inusitata forma giuridica (istituto autonomo o fondazione) con la creazione di ambite ricche poltrone di esperti. A giustificazione sono previste 5 aree funzionali (cura e gestione delle collezioni, studio didattica e ricerca, marketing, ecc. ecc). Insomma un ennesimo carrozzone con autonomia contabile, praticamente alle dipendenze dei poteri centrali..Infatti tra tutto lo staff dirigenziale (direttore, CdA, comitato scientifico e non si sa che altro..) è previsto un solo rappresentante del comune! Un vero e proprio scippo al patrimonio della città».

«Tutto perché - conclude - incominciare a curare il verde pubblico del parco è troppo semplice, ma soprattutto che business crea..?! Il prossimo sindaco dovrà rendere conto ai cittadini da che parte sta».

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