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Sanità, Modica (FdI): «Riorganizzare il piano regionale delle ambulanze»

«Un’automedica che debba percorrere 55 km per prestar soccorso (ed in realtà potrebbero esser molti di più se inviata in altre zone) si commenta da sé».

«Oggi 8 aprile, a Resiutta si è verificato un grave incidente con 7 feriti come riportato dai media. Leggendo l'articolo, il giornalista afferma che le ambulanze sono giunte da Chiusaforte, Gemona, Tolmezzo e Paluzza, mentre l'automedica addirittura da Udine».  Comincia così la nota inviata da Modica Matteo candidato al consiglio regionale per Fratelli d'Italia che aggiunge: «Queste sono le distanze per Resiutta da: Chiusaforte: circa 8km; Gemona: quasi 21km; Tolmezzo: circa 19km; Paluzza 37km. L'automedica dovrebbe aver percorso invece quasi 55km».

«Certo - continua - diranno che hanno inviato anche l’elisoccorso, ma un’automedica che debba percorrere 55 km per prestar soccorso (ed in realtà potrebbero esser molti di più se inviata in altre zone) si commenta da sé».
«Sempre oggi si legge online una segnalazione di una persona che ha atteso quasi 4 ore per una dimissione con ambulanza a Trieste».
Modica, continua la nota,  raffronta pure  il numero di mezzi medicalizzati/abitanti pari a 1/50.600 con una copertura territoriale 1/303 Kmq della Regione Marche, che non è paragonabile sicuramente a quello della Regione Friuli Venezia Giulia che risulta essere 1/205.900 con copertura 1/1309 Kmq.

«Alla luce di questi dati -prosegue - potremmo trarre diverse conclusioni ma credo che chi mi legge le potrà trarre anche da solo senza che il sottoscritto dia una propria interpretazione». «Quando criticavo il piano dell'emergenza urgenza regionale  in qualità di dirigente sindacale, dicevano che andava tutto bene. Che strumentalizzavo. E strumentalizzavo anche quando cercavo di oppormi a questo piano perchè reputavo sottodimensionato il fabbisogno delle ambulanze in regione. Per non parlar poi del numero dei mezzi con medico a bordo assolutamente insufficiente a coprire l'intero territorio regionale».
«Desidero ringraziare chi, ogni giorno in strada o in reparto, sia esso ausiliario o medico, lavora con dedizione al servizio del cittadino, pur con le difficoltà frutto di scelte politiche scellerate. L’ho sempre detto: con la salute dei cittadini non si scherza», conclude Modica.

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