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Modifiche istituto Garante, Da Giau (Pd): "Volontà di censura"

"Una proposta confezionata in fretta che non corrispe a nessun ideale, ma semplicemente alla volontà di censura di alcuni attuali Garanti e della loro sostituzione con persone amiche"

"Il dibattito odierno ha reso certezza il nostro sospetto: le modifiche all'istituto del Garante regionale dei diritti della persona e l'introduzione della funzione di difesa civica non corrispondono a nessun ideale, ma semplicemente alla volontà di censura di alcuni attuali Garanti e della loro sostituzione con persone amiche".

A dirlo è la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau (prima firmataria della legge n. 9 del 2014, istitutiva del Garante), a margine della V Commissione consiliare che ha licenziato il progetto di legge del consigliere di FI Piero Camber.

"Una proposta confezionata in fretta - ha aggiunto la Da Giau -, come si evince da imprecisioni e dimenticanze nell'articolato e senza che le modifiche introdotte risolvano alcune criticità rilevate nell'applicazione della legge precedente, legate peraltro alla dotazione finanziaria e non all'impianto normativo. Oggi abbiamo compreso le ragioni di questa fretta che diversamente non troverebbe spiegazione, dal momento che gli attuali Garanti sono in scadenza a settembre 2019.

"Anche dopo l'audizione - continua l'esponente di centrosinistra -, le parole della maggioranza hanno mostrato la totale svalutazione delle funzioni di garanzia dei diritti. Aggiungere la difesa civica e riunire tutte le funzioni in un'unica persona significa non vedere svolta più nessuna delle funzioni stesse in modo efficiente".

La Da Giau si chiede, poi, come mai oggi il centrodestra sacrifichi le funzioni di garanzia a favore di quelle della difesa civica che pure nel 2008, con il voto favorevole anche dell'attuale consigliere proponente, aveva giudicato istituto obsoleto e inutile, abrogandolo in Aula con un emendamento notturno in assestamento di bilancio.

"Pur vantando di mantenere tutte le funzioni previste dalla legge precedente - conclude la consigliera -, in realtà le modifiche proposte peggiorano e bloccano il loro espletamento: affidano a una sola persona un carico di lavoro maggiore di quello che oggi sta in capo a tre; sottraggono elementi di garanzia di terzietà dal momento che si riducono le incompatibilità; tolgono la collegialità dell'organismo di garanzia (elemento di novità della precedente legge, osservato con interesse da altre Regioni); formalizzano di fatto che le nomine vengono decise dalla maggioranza nell'ambito del più classico spoiler system".

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