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Mozione "anti-Tuiach" negata al Pd: per protesta i consiglieri abbandonano dall'Aula

I dem chiedevano a sindaco e presidente di richiamare il consigliere a comportamenti civili e rispettosi. Gabrielli ha poi elencato le motivazioni tecniche/regolamentari per cui la mozione non poteva essere accolta

«Si invitano il sindaco e il presidente del Consiglio Comunale a testimoniare la sensibilità della città e del Consiglio Comunale nella lotta al femminicidio promuovendo quanto prima un incontro in Consiglio comunale con tutte le realtà coinvolte nella prevenzione e nel contrasto alla violenza maschile contro le donne; inoltre, ritenendo che il consigliere (Tuiach, ndr) dovrebbe avere la sensibilità di dimettersi ma dubitando che ciò possa accadere, si invita il presidente a richiamare il consigliere a comportamenti civili e rispettosi che devono essere propri di un rappresentante istituzionale».

Questo l'intento della mozione urgente presentata ieri sera in Consiglio comunale dal gruppo del Paritto democratico, insieme alla consigliera Maria Teresa Bassa Poropat. Il testo è stato valutato dalla capigruppo, la prima alla quale ha partecipato Fabio Tuiach stesso che si è trovato dunque a valutare l'urgenza di una mozione che lo riguardava in prima persona; al ritentro in aula però il presidente Marco Gabrielli ha spiazzato i rappresentanti Pd poichè non solo la mozione non è stata ritenuta urgente, ma addiruttura è stata considerata non ammissibile. 

Infatti «l'oggetto è una condanna/censura e le mozioni non hanno questa finalità - ha spiegato Gabrielli supportato dal segretario Terranova -. Nelle premesse si parla di "dichiarazioni inaccettabili" e visto che c’è la libertà di pensiero non si può; non si può inoltre invitare il presidente a compiere atti; infine, tra le righe si invita un consigliere a compiere un determinato atto (le dimissioni, ndr) e non si può». 

Il Pd aveva ritenuto appunto «inaccettabili dichiarazioni rese dal consigliere Fabio Tuiach che ha definito il "femminicidio" un'invenzione (...) tenuto conto che queste gravissime affermazioni fanno seguito a diverse altre "esternazioni" dello stesso consigliere che hanno abbondantemente superato i limiti della dialettica politica e istituzionale ma soprattutto quelli basati su valori condivisi di convivenza e rispetto reciproco (...) ritenuto che l'ultima gravissima affermazione, priva di qualsiasi fondamento e peraltro reiterata attraverso i media nei giorni successivi, ferisce la memoria delle donne assassinate, i sentimenti delle persone congiunte e in particolare dei figli, e il comune sentire dell'opinione pubblica».

Alla spiegazione delle motivazioni dell'inammisibilità della mozione, il gruppo (escluso il consigliere "russiano" Marco Toncelli ormai in rottura con gli altri membri a causa del ritiro della mozione sulla città metropolitana) ha replicato alzandosi e abbandonando l'aula per protesta. «Si dovrebbe far finta di nulla limitandoci a prendere atto che Tuiach, regolarmente seduto in mezzo al gruppo Lega Nord, è passato al gruppo misto, diventando capogruppo di se stesso! ( coordinare se stesso sarà peraltro impegnativo, mi rendo conto.) - commenta l'ex sindaco Roberto Cosolini -. Il problema non è Tuiach, che non sa cosa dice, ma chi si serve di lui o di altri come lui e poi prende o lascia in base a convenienza o imbarazzo». 

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