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"Natale laico", Psi Trieste: «Presepe si, presepe no? Siano i genitori a decidere»

Lo rileva in una nota Gianfranco Orel, segretario della federazione di Trieste del Psi: «Il tema andrebbe affrontato con nuovi canoni, che non possono più essere solo quelli strettamente religiosi, oppure  riconducibili a usuali deliberati scolastici, considerate le tensioni che stiamo vivendo»

«Tutti sappiamo che in Italia non c'è una religione di stato e che ogni istituto scolastico ha una  propria autonomia che si esplica attraverso i deliberati del consiglio d'istituto e del collegio dei docenti. Le polemiche quindi che stanno scaturendo sul presepe si o no, riportate dai mass media (Rozzano, Sassari, Trieste..) non dovrebbero più di tanto far notizia trattandosi di decisioni proprie delle singole scuole. Ma evidentemente l'argomento, da tempo sopito, è esploso assieme al terrorismo jihadista, che ha messo in crisi le  nostre libertà e la nostra identità..! Il tema quindi andrebbe affrontato con nuovi canoni, che non possono più essere solo quelli strettamente religiosi, oppure  riconducibili a usuali deliberati scolastici, a dir poco superficiali nelle fattispecie, considerate le tensioni che stiamo vivendo».

Lo rileva in una nota Gianfranco Orel, segretario della federazione di Trieste del Psi.

«Per cominciare - continua la nota - , penso  si dovrebbe dare maggiore peso alle volontà dei genitori, tanto più che trattasi di iniziative non curriculari, quindi libere da vincoli programmatici statali e territoriali! D'altronde non va sottovalutato il fatto che la scuola non è degli insegnati o dei dirigenti scolastici; infatti il loro importante compito non scaturisce da volontà divina o per diritto di sapienza, ma da una delega educativa avuta dagli stessi genitori e in ultima analisi dallo stato.  In ogni modo non si può permettere che accada, come è successo in una scuola materna di Golfo Aranci in Sardegna, che la direttrice impedisca a 60 bambini di fare il presepe scatenando le ire delle mamme, che hanno pensato a proteste clamorose come quella di non mandare più i bambini a scuola..con la direttrice che si trincera in un inammissibile silenzio!» gianfranco orel-4

«Paragonare poi - sottolinea Orel -  il Natale a halloween, per cui le vacanze si potrebbero fare anche a gennaio, com'è il pensiero del preside della scuola di Melara di Trieste, è irresponsabile e fuorviante rispetto le delicatissime problematiche politiche e sociali che ora stiamo vivendo! Allo stesso educatore forse è inutile  ricordare che S. Francesco d'Assisi (l'apostolo di una chiesa povera, rivoluzionaria e accogliente al tempo stesso) è stato l'artefice del primo presepe al Greccio in Umbria e che questa "iconografia autoctona" non solo è sacra per tutti i cristiani, ma è anche rispettata dai  mussulmani! Considerarla alla stregua di un'ampolla delle acque del Po, ai riti celtici, o a babbo natale di coca cola memoria, è un oltraggio alla storia e alla coscienze della nostra gente! E' proprio il presepe il simbolo più importante di un piena e totale laicità, che deve includere e non respingere, come del resto S.Francesco predicava. Ma abbiamo paura del senso del sacro e dei mussulmani, anche dei più moderati e timorati di Dio».

«Oscilliamo - conclude -  tra timori e aridità d'animo, senza slanci emotivi ed il rischio è una categoria che abbiamo dimenticato tra le pieghe del benessere! E' così che vogliamo vincere il terrorismo?! Ignazio Silone, socialista, con una battuta fulminea diceva: fortunatamente Gesù non è la chiesa, separando i valori spirituali dalla pratiche terrene di corruzione. Lasciamo quindi questi valori alla libera interpretazione e alla fantasia dei bambini, senza dirigismi o imposti giochi del rispetto..e forse una maggore attività fisica a scuola sarebbe più salutare!»

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