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il sindaco Dipiazza e l'assessore Brandi in uno dei sopralluoghi alle mense scolastiche

il sindaco Dipiazza e l'assessore Brandi in uno dei sopralluoghi alle mense scolastiche

Niente cous cous a scuola. Grim (Pd): «Cdx alla frutta». Brandi: «Spiritosa, ma c'è poco da ridere per il Pd»

L'assessore all'educazione replica al suo predecessore: «Secondo un'indagine i piatti etnici sono meno graditi dai bambini»

No al cous cous e ai cibi etnici nelle mense scolastiche (6-14 anni) di Trieste di gestione del Comune: la decisione della giunta Dipiazza ha dato precise indicazioni alle ditte che preparano i pranzi. La decisione entra nel vivo con i “menù tipici” e i “menù regionali” alle elementari, alle medie e al Sis, che verranno istituiti di tanto in tanto. Oltre alla cucina triestina, ci saranno piatti trentini e romani: «La nostra tradizione va preservata e i prodotti locali vanno promossi», spiega l'assessore all'Educazione Angela Brandi.

Grim: «Siamo alla frutta»

Non è della stessa idea però l'es assessore ai servizi educativi Antonella Grim (Pd): «Brandi brandisce il cous cous quale nuova arma di scontro ideologico: è l’ultima frontiera della proposta politica del centrodestra contro la “minaccia” straniera, ne prendiamo atto. Una parte del centrodestra fa incessantemente polemica politica sulla varietà delle pietanze offerte nelle scuole. Sui menù regionali, invece, ricordo a Brandi che non sono certo un’innovazione odierna: diversi piatti tipici di altre regioni italiane erano previsti anche gli anni scorsi. Utilizzare ogni occasione e tema per ribadire differenze e supposte superiorità, è davvero triste. Se il centrodestra pensa che le nostre tradizioni si difendano vietando il cous cous a scuola – conclude Grim – è il caso di dire che sono davvero alla frutta».

Brandi: «Perchè imporre cibi non graditi?»

«Bisogna dire che la segretaria regionale del Pd non difetta l'ironia, anche se hanno perso tutte le possibili elezioni nei principali comuni sotto la sua segreteria - commenta l'attuale assessore Brandi -; è chiaro che difendiamo le nostre tradizioni, a cominciare da quelle culinarie; anche perchè secondo un'indagine del comune i piatti etnici non sono graditi, non vedo perchè dobbiamo imporre cibi non graditi ai bambini e che non rispecchiano le nostre tradizioni culinarie».

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