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"No immigrazione", lettera anonima recapitata al Pd Trieste: «Non ci faremo intimorire»

La missiva indirizza a Maria Luisa Paglia della Segreteria provinciale Pd

«Di solito non si risponde ad una missiva anonima perché chi non si firma esprime così tanta codardia da non meritare la considerazione di una risposta, ma siccome mi è stata inviata non come privata cittadina ma come membro di un partito politico ci  tengo a fare alcune semplici precisazioni».

Lo riporta in una nota Maria Luisa Paglia della Segreteria provinciale Pd a risposta di una lettera anomina recapita presso la sede del Pd Trieste in via XXX Ottobre 

«Caro mittente anonimo - ancora - , che mi hai inviato una busta presso la sede del Pd. Trovo solo adesso il tempo di risponderti, perché sono stata impegnata ad organizzare la Festa dell’Unità, infatti ho esaurito in questo modo, il mio tempo libero. Devi sapere, infatti, che ci sono persone, come la sottoscritta che, dopo una giornata di lavoro si dedicano a dare il loro contributo al territorio, attaraverso l’impegno in politica, come forma di cittadinanza attiva».      maria luisa paglia-2

«La busta - continua la nota -  che mi hai inviato contiene due articoli ritagliati da qualche rivista che trattano dell’immigrazione intesa come possibile  forma di assedio ad opera di invasori che ci colonizzeranno e ci convertiranno alla loro religione. Penso che queste paure li possa avere solo chi ritiene il diverso, non un arricchimento ma, il responsabile di chi  gli ruberà qualcosa che così avrà irrimediabilmente perso. Perdere cosa? La propria fede religiosa?La propria idea politica?La propria libertà?Il proprio lavoro?»

«Queste cose - sottolinea Paglia -  li può perdere solo chi non inzia un proprio vero e personale percorso di ricerca spirituale, chi non esercita il proprio diritto/dovere al voto,chi  non partecipa alle iniziative sociali politiche,culturali, del territorio di appartenenza, chi non legge, chi non si informa, chi  non studia e non si aggiorna.Chi non cura le proprie relazioni se non per specifici tornaconti personali».

«Se poi -conclude -chi mi ha inviato questa missiva, non ha nessuna paura ma vuole incuterla alla sottoscritta, sappia che nessuna lettera anonima potrà essere intimidatoria al punto da togliermi la parola in favore dei diritti; di tutti i diritti, sociali, politici, religiosi, umani, perché è proprio questo il motivo della mia militanza nel Partito Democratico.In questo partito nel quale,pur  con le sue difficoltà e le sue contraddizioni, vi riconosco la partecipazione democratica, l’accoglienza senza distinzione di razza, di lingua, di cultura, di orientamento  sessuale, sindacale o religioso e, se mai questo dovesse essere messo in dubbio, sarò pronta ad usare la mia parola anche all’interno di esso per  difenderne i principi costitutivi nei quali credo fermamente».

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