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Novelli (Fi): «Bonus antipovertà, norma che favorisce immigrati a discapito di italiani»

A porre il quesito è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli che nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione sul tema alla giunta regionale. Allo stato attuale sembrerebbe che la presentazione delle domande di contributo sia sbilanciata verso gli stranieri

«La Regione dica a chi andranno gli assegni del cosiddetto Bonus antipovertà: ne beneficeranno maggiormente (come sarebbe giusto)  le famiglie italiane in difficoltà, o si tratta della solita manovra bandiera e buonista di sinistra che favorisce gli immigrati?»

A porre il quesito è il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli che nei prossimi giorni presenterà un’interrogazione sul tema alla giunta regionale. Allo stato attuale sembrerebbe che la presentazione delle domande di contributo sia sbilanciata verso gli stranieri.

«Secondo gli ultimi dati Istat sugli indicatori di povertà – rileva Novelli – tra il 2013 ed il 2014 si evidenzia in FVG un aumento del rischio povertà ed esclusione sociale. Sempre più persone ormai, vuoi a causa della perdita del lavoro, o per situazioni economiche congiunturali, si ritrovano sotto la soglia di povertà. Come noto la Regione ha deciso di fronteggiare l’emergenza con l’introduzione della legge «Misura attiva di sostegno al reddito» che ha sostituito il Fondo di Solidarietà e che prevede l’erogazione di fondi fino ad un massimo di 550 Euro mensili per 12 mesi per ogni richiesta ed impegna a stipulare una sorta di patto con le istituzioni per definire un percorso che conduca fuori dalla situazione di difficoltà. La misura ha avuto un vero e proprio boom di richieste, anche perché – prosegue l’esponente di Forza Italia – si è già superata quota 5mila richieste. Unici requisiti richiesti la residenza in Friuli Venezia Giulia di almeno un componente del nucleo familiare da almeno 24 mesi ininterrotti (il centrosinistra avrebbe voluto solo 12 mesi di residenza) ed un reddito ISEE uguale o inferiore a 6mila Euro». 

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«In pratica si va ad abbassare la soglia minima ISEE per poter beneficiare del contributo dagli 8.238 Euro del Fondo di Solidarietà (cancellato) ai 6mila. Senza contare che, con l’introduzione dei nuovi parametri ISEE, questa soglia risulta essersi abbassata ancora di più, rischiando, di fatto, di vedere escluse molte famiglie in difficoltà. “Penso, ad esempio – afferma ancora Novelli – a chi si è trovato improvvisamente senza lavoro e che, essendo in possesso di un immobile acquistato magari dopo una vita di duro lavoro, si ritrova a dover pagare le tasse sulla casa, ma fuori dalla soglia minima dell’ISEE, o magari a genitori separati che, pur avendo un posto di lavoro, devono mantenere i figli e sono, spesso costretti a tornare a casa dei genitori, perché non si possono permettere neanche un appartamento in affitto. Senza contare tutti quei pensionati che tirano avanti con meno di 400 Euro al mese. Ora mi chiedo, visto che tra i parametri per poter ottenere il contributo economico, vi è anche il numero di figli non è che siamo di fronte all’ennesima norma del welfare sbilanciata a favore di stranieri ed immigrati? Senza voler fare demagogia, sono loro, infatti, nella maggior parte dei casi ad avere le famiglie più numerose (gli italiani fanno sempre meno figli perché si trovano in difficoltà economiche), a non avere immobili di proprietà e ad avere, quindi, un ISEE molto basso».

«In questo modo il rischio è di lasciare fuori, o lasciare soltanto le briciole a quelle famiglie italiane che sono le vere e prime vittime della crisi e restano fuori da tutte le misure di protezione sociale regionale. Per questo – conclude Novelli – è necessario che la giunta fornisca i dati di chi effettivamente usufruirà di questo contributo  e la loro nazionalità, nonché chiarisca chi, come e quando effettuerà i controlli per vedere se il patto è stato rispettato».

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