Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Novelli (Fi): «Donne di sinistra ipocrite, difendono burkini»

Lo rileva in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia

«C'è un' ipocrisia di fondo da parte di alcune donne della sinistra, in primis della Presidente Serracchiani, che almeno idealmente hanno combattuto e sostenuto la sacrosanta parità di diritti tra l' uomo e la donna nel lungo percorso, ancora in atto, che si è sviluppato all' interno della società occidentale, concentrato sulla lotta contro la repressione sessuale, alle battaglie per l'informazione e distribuzione degli anticoncezionali, alla liberalizzazione dell'aborto, alla contestazione dei programmi scolastici sessisti e del ruolo subalterno delle donne nella società».  

Lo rileva in una nota Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia.

«L' idea - continua la nota -  di una società Patriarcale dove  la donna aveva un ruolo predefinito e socialmente accettato di sudditanza all' uomo è stato faticosamente, ed in modo ancora imperfetto, superato.In mezzo a questo spaccato della nostra storia viva, importante e combattuta della conquista della parità sessuale e dei diritti civili delle donne, spuntano i difensori del cosiddetto burkini, del diritto delle donne a camminare in pubblico con il volto coperto, della tradizione islamica  alla poligamia dove il maschio si crea il suo harem di devote che lo servono, anche sessualmente senza fiatare, e le infinite discussioni se le donne siano o meno felici di questa loro condizione».  Foto-Ziberna_Novelli-2

«La risposta - continua Novelli - si dovrebbe trovare nei fermi immagini che dopo la liberazione dagli jihadisti della città  Manbji in Siria raccontano la gioia di queste oppresse  che si sono riversate nelle strade celebrando la riconquista dei diritti fondamentali, compreso quello, per noi banale, di fumare una sigaretta. Chi trasgrediva il codice d’abbigliamento imposto poteva essere massacrata anche solo per aver indossato un paio di pantaloni stretti o i jeans».

«La ragazza -ancora - con il burqa dopo la “liberazione”che  solleva per un momento la maschera di stoffa che le copriva il viso per dare sfogo alle lacrime, davanti al volto terrorizzato del suo bambino dovrebbe fare capire che la nostra civiltà deve rifiutare con forza ogni tentativo, seppur mitigato dalla moderazione che una parte dei mussulmani presenti nel nostro Paese dicono   di avere, di importare abitudini e tradizioni  che mortificano la donna, i suoi diritti civili e la sua libertà».

«Quanto tempo - conclude - passerà prima che un movimento islamico che si sta formando e rafforzando sempre più nel nostro Paese, facilitato da una politically correct, condizioni l' abbigliamento delle nostre donne magari trovando qualche Sindaco progressista che vieti il due pezzi o il topless in spiaggia per non urtare la sensibilità degli islamici ( maschi)?La libertà non si può misurare con l' appartenenza ad una religione, i diritti universali delle donne devono essere rispettati e, cari maschi islamici, se volete stare in Italia adeguatevi al nostro stile di vita e alle nostre tradizioni, le donne non sono oggetti od esseri inferiori e di questo la politica tutta dovrebbe farne un suo cavallo di battaglia».

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