rotate-mobile
Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Nuovo ISEE, l'allarme dei sindacati: «Evitare tagli al welfare»

Nota congiunta di CGIL, CISL e UIL: «In Fvg vengono presentate annualmente quasi 100 mila dichiarazioni sostitutive, per un numero complessivo di 275mila cittadini interessati. Rischip riduzione del 20% degli attuali beneficiari»

«Le nuove regole sull’Isee fissate a livello nazionale, entrate in vigore dal 1° gennaio, non devono determinare tagli al welfare». A lanciare l’allarme sono le segreterie regionali dei sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil, preoccupate sulle possibili ricadute sulla domanda e sull’erogazione di interventi previdenziali e socio-assistenziali legati alla situazione economica delle famiglie. A complicare la partita i ritardi dell’Inps nella convenzione con i Caf, che gestiscono la stragrande maggioranza delle dichiarazioni. Da qui la richiesta di un incontro con l’Anci regionale, già concordato, per coinvolgere i Comuni nella gestione di una difficile transizione, ma anche con la Giunta regionale, viste le ampie competenze legislative e regolamentari delle Regioni in materia di Isee.

I NUMERI. In base all’ultimo rapporto del ministero del Lavoro, risalente al 2013, in Fvg vengono presentate annualmente quasi 100 mila dichiarazioni sostitutive, per un numero complessivo di 275mila cittadini interessati. «Cittadini che attraverso l’Isee – ricordano Ezio Medeot, Gianfranco Valenta e Magdra Gruarin, delle segreterie regionali Sp-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil – hanno accesso a prestazioni fondamentali erogate sia a livello nazionale che a livello locale quali gli assegni familiari, il Fap, il contributo sulle rette in casa di riposo, l’edilizia agevolata, gli asili nido. Prestazioni che, se non verrà gestita in modo adeguato la transizione tra le vecchie e le nuove regole, rischiano un forte ridimensionamento, con una riduzione della platea che potrebbe interessare, secondo le stime dei sindacati e dei Caf, il 20% degli attuali beneficiari».

LE RICHIESTE. Due le priorità. Evitare un impatto negativo delle nuove regole, migliorando se necessario i criteri rispetto agli standard minimi stabiliti a livello nazionale, e definire per gli utenti procedure chiare e quanto più possibile omogenee sul territorio, evitando pericolose sovrapposizioni tra la vecchia e la nuova normativa. Proprio su questo i pensionati sollecitano Anci e Regione ad aprire un tavolo urgente con i sindacati. «Sarebbe infatti inaccettabile – concludono le segreterie regionali – che le nuove regole determinassero un indebolimento del welfare, proprio nel momento in cui c’è bisogno di alzare al massimo le tutele e le protezioni per le fasce più deboli, duamente colpite dalla crisi».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nuovo ISEE, l'allarme dei sindacati: «Evitare tagli al welfare»

TriestePrima è in caricamento