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Opere pubbliche, M5S Trieste: «Lodi ha detto mezza verità», Giorgi: «"ciacole" di chi non sa amministrare»

I pentastellati: «L'amministrazione sa solo svendere il patrimonio del Comune» L'assessore: «Arriveranno 20 milioni da palazzo Carciotti e 12 dalla Fiera»

«A un paio di mesi dalle elezioni politiche, oggi in IV commissione l'assessore ha detto una mezza verità». Questo il commento del Movimento 5 stelle di Trieste nel presentare l'elenco degli interventi avviati quest'anno grazie alla vendita delle azioni Hera. «Corrisponde al vero - continuano i pentastellati - che tutti i 15 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Hera sono stati impiegati, ma non si può non ricordare che il piano delle opere per il 2017 prevedeva complessivamente 49 milioni di investimenti. Di questi solamente per i due terzi sono arrivate le coperture previste in sede di bilancio, ovvero 36 milioni di cui 15 provenienti dalla vendita delle azioni Hera. Le alienazioni di immobili che dovevano finanziare gli interventi previsti non si sono concluse, così come non sono arrivati i finanziamenti regionali previsti in modo azzardato nel bilancio preventivo comunale del 2017».

«Cifre presenti sulla carta - attacca il Movimento - ma, come facilmente prevedibile, difficili da incassare nella realtà. Il piano triennale delle opere predisposto da questa amministrazione rappresenta quindi un piano dei sogni sovradimensionato rispetto alle entrate reali. Ad oggi la svendita del patrimonio del Comune è l'unico approccio che questa amministrazione è capace di portare avanti, anche male, per fingere di poter realizzare quello che ha promesso in campagna elettorale».

In quanto assessore con delega al patrimonio, interviene in risposta Lorenzo Giorgi: «Nessuna svendita ma la logica del buon padre di famiglia! Palazzo Carciotti è indubbiamente un tesoro che va fatto vivere! Ma soltanto con una sua cessione altrimenti sprofonderà e si autodistruggerà, non avendo l’amministrazione pubblica nessuna possibilità di intervenire per la sua salvezza». 

«Nella pratica di far sprofondare Beni pubblici - prosegue Giorgi - qualcuno è già molto esperto a Roma! Noi a Trieste non intendiamo farlo, per cui agli oltre 20 milioni di palazzo Carciotti la cui vendita è prevista nei prossimi mesi, si affiancano alla vendita della fiera che ha permesso di incassare 12 milioni di euro, alle future cessioni dell'ex meccanografico ed indubbiamente dell’area del mercato ortofrutticolo di campo Marzio, che vedrà nascere un nuovo punto turistico aggregativo che ancor di più far crescere la Trieste Del domani».

«Salvaguardia quindi dei tesori di famiglia - conclude l'assessore - salvaguardia del patrimonio dei triestini e salvaguardia di tutte le opere che grazie queste cessioni riusciremo a fare per la nostra città. Il resto sono "ciacole" di chi non sa cosa vuol dire amministrare, e lo si sta vedendo un po’ in tutta Italia».

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