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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica

Partite da Ieri le Salvaguardie del nuovo Piano Regolatore di Trieste

Dopo l’approvazione avvenuta nel corso della notte di lunedì in Consiglio Comunale, gli Assessori comunali all’Edilizia e Lavori pubblici Elena Marchigiani e allo Sviluppo economico Fabio Omero hanno illustrato ieri, assieme ai capigruppo...

Dopo l'approvazione avvenuta nel corso della notte di lunedì in Consiglio Comunale, gli Assessori comunali all'Edilizia e Lavori pubblici Elena Marchigiani e allo Sviluppo economico Fabio Omero hanno illustrato ieri, assieme ai capigruppo consiliari di maggioranza, i contenuti della delibera che fissa le "Direttive per la predisposizione del nuovo Piano Regolatore del Comune di Trieste" e le "Salvaguardie" che entrano contestualmente in vigore.
La Marchigiani e Omero hanno subito sottolineato l'importanza di questo "passaggio" che consente ora di avviare la predisposizione vera e propria del nuovo Piano Regolatore, nel mentre - altro punto fondamentale - scatta contemporaneamente il nuovo regime delle Salvaguardie.
Con soddisfazione i due Assessori hanno anche osservato come a questa essenziale e significativa "tappa" si sia arrivati in cinque mesi e mezzo, un tempo che hanno giudicato ragionevolmente breve.
"Durante il quale, tra l'altro - hanno rimarcato - si sono anche svolti i primi confronti pubblici, con i cittadini, le categorie economiche e le associazioni ambientaliste, prassi del tutto innovativa di questa Amministrazione, e che proseguiranno anche in seguito, nel divenire delle successive fasi di elaborazione del nuovo strumento urbanistico."
Strumento che - è stato detto - dovrebbe verosimilmente venir redatto e approvato entro un anno e mezzo circa.
Gli Assessori Marchigiani e Omero hanno quindi illustrato i principali "criteri" ispiratori delle Direttive.
In sintesi ci si propone di: riqualificare, valorizzare e rinnovare il territorio in un'ottica di sviluppo sostenibile e di tutela e salvaguardia delle risorse presenti; contenere il "consumo di suolo" anche recuperando e "rifunzionalizzando" le strutture (edifici, aree ecc.) già esistenti; promuovere la qualità dell'ambiente e la tutela del paesaggio, anche mediante un apposito studio idro-geologico del nostro territorio (mai prodotto in precedenza!) e anche prevedendo un rilancio delle attività agricole; infine, incentivare una "mobilità sostenibile".
Sottolineati anche alcuni aspetti più particolari delle Direttive quali il sostegno agli interventi di edilizia pubblica sovvenzionata (ATER), l'attesa introduzione della distanza minima di 5 metri fra ogni nuova costruzione e il confine della proprietà (cioè, di fatto, il minimo di 10 metri tra due edifici), nonché tutta la articolata serie delle "salvaguardie", con caratteristiche diverse a seconda delle diverse zone di piano, ma - si può dire - con il comune denominatore complessivo di una generale tendenza alla riduzione dei limiti di edificabilità rispetto alla pre-esistente Variante 66.
Ancora è stata evidenziata l'attenzione rivolta al mantenimento e tutela delle zone "a pastini", tema sul quale proprio nel corso della conferenza stampa è stata data in anteprima la notizia che il Consiglio di Stato ha appena emanato la sentenza con la quale non saranno più modificabili i profili (e quindi le altezze) dei pastini, e ciò con riferimento al "caso" triestino della zona di Rio Martesin ma, di conseguenza, a tutti gli altri tentativi di stavolgimenti di natura edilizia di questi particolari e preziosi ambiti del nostro territorio.
Tutti i capigruppo e consiglieri di maggioranza presenti - Coloni e Ravalico (PD), Sossi (SEL), Bassi (IDV), Andolina (FdS), Decarli (TriesteCambia) - hanno sottolineato l'importanza del "percorso partecipato" di costruzione del nuovo Piano assieme a cittadini, associazioni e categorie.
Un percorso che proseguirà, "accompagnando" - hanno detto - via via le prossime fasi del Piano.
Andolina in particolare ha quindi fortemente rimarcato l'avvenuta approvazione del suo emendamento, il n. 35, di forte valenza politica di attualità, col quale il Comune espressamente rifiuta la costruzione del Rigassificatore in qualunque punto del territorio triestino.


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