Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Torna il Pci, sabato scorso la ricostituente a Trieste: «Al ballottaggio nessuna indicazione»

«Il documento e lo statuto discussi rappresentano per noi una buona base, da cui partire per un'analisi della fase e un' elaborazione di un percorso atto a costruire un'alternativa all'attuale pensiero unico che guida l'azione del governo di Renzi»

Foto Liliana Serlilian Pajola

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Sabato 11 giugno a Trieste nella Casa del popolo “Palmiro Togliatti” davanti a un numeroso pubblico si è svolta  l'Assemblea regionale di ricostituzione del PCI  nel Friuli Venezia Giulia.   La relazione introduttiva è stata svolta da Stefano Verzegnassi, mentre a concludere il ricco dibattito sono stati Stojan Speti? e Ugo Moro, rappresentante del coordinamento nazionale di cui fanno parte esponenti delle varie anime del comunismo italiano che hanno deciso di unirsi. Alla fine sono stati eletti i delegati che tra due settimane parteciperanno al congresso nazionale di ricostituzione del PCI che si terrà a Bologna.

Il documento e lo statuto discussi rappresentano  una buona base, da cui partire per un’analisi della fase e un’ elaborazione di un percorso atto a costruire un’alternativa all’attuale pensiero unico che guida l’azione del governo di Renzi, un governo al servizio del capitale italiano ed europeo, fortemente condizionato dagli accordi transoceanici imposti dagli Stati Uniti, soprattutto in materia economica e militare.

Guardiamo con preoccupazione agli esiti delle recenti amministrative, - sottolinea il documento conclusivo approvato all'unanimità - in quanto segnano una preoccupante rimonta delle destre e risultati non soddisfacenti della sinistra e dei comunisti. In questo contesto, col suo tracollo il Partito Democratico paga a Trieste, come in altre città italiane, per le sue scelte politiche antidemocratiche ed antipopolari.

Da tutto ciò si evince che il percorso iniziato non è solo utile, ma necessario. Rappresenta un’opportunità per voltare pagina, per iniziare con convinzione un percorso difficile, ma inevitabile ed esaltante come quello di costruire un partito comunista degno di questo nome, dando una casa comune a tutti quelli che si riconoscono nei suoi valori.

Di seguito il documento approvato e riguardante il ballottaggio a Trieste.

Le elezioni amministrative di Trieste del 5 giugno hanno fatto registrare un risultato negativo per i candidati della lista Sinistra Unita - Zdru?ena Levica. A rappresentare le idee e i programmi dei comunisti non ci saranno consiglieri in Comune e solo un consigliere nella 1^ Circoscrizione Altipiano Ovest. A contendersi la guida del Comune, nel ballottaggio di domenica 19 giugno, sono rimasti il rappresentante della coalizione di destra Roberto Di Piazza e il sindaco uscente, Roberto Cosolini dello schieramento capeggiato dal PD.

Dopo cinque anni di partecipazione all’amministrazione che avevano contribuito a far vincere nelle elezioni del 2011 gli eletti e i militanti dei partiti che avevano dato vita alla Federazione della Sinistra, hanno dovuto esprimere un parere ampiamente negativo sull’operato complessivo della Giunta Cosolini: mancata autonomia dalle scelte imposte dai vertici nazionali e regionali del PD, che gli elettori hanno già punito in tutto il paese;  adesione acritica ai provvedimenti regionali di riduzione degli strumenti di democrazia conseguenti alla riforma dell’ordinamento degli Enti locali, così come ai tagli pesantissimi al diritto alla salute; ammiccamenti e concessioni propagandistiche alla destra cittadina su temi come la vivibilità urbana, la memoria storica, la difesa degli spazi culturali e sociali democratici; per concludere con annunci demagogici sul Porto vecchio.

Era prevedibile che di fronte alla destra originale e alla sua copia, la maggioranza delle elettrici e degli elettori recatisi alle urne di Trieste avrebbe scelto l’originale. La coalizione di destra attorno a Di Piazza continua a rimanere comunque un pericolo reale per le sue ispirazioni xenofobe e reazionarie.

Per quanto riguarda il ballottaggio del 19 giugno, il Partito Comunista Italiano del Friuli Venezia Giulia ricostituitosi a Trieste sabato 11 giugno, invita le elettrici e gli elettori triestini a decidere in piena autonomia di giudizio il comportamento conseguente da tenere in quella occasione.

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