Porto Vecchio, Grim-Cosolini (Pd): «BIM, la metodologia futuro delle costruzioni»

Grim: «Sguardo a lungo termine sul recupero del Porto Vecchio». Cosolini: Simbolo della possibile trasformazione di Trieste, perno di una città sempre più smart»

Un acronimo, dietro cui c’è il futuro delle costruzioni. La tecnologia BIM – Building Information Modelling è stata oggi la protagonista dell’incontro organizzato dal Pd Trieste “Il Porto Vecchio di Trieste: opportunità e sfide da cogliere nello sviluppo urbano”, moderato dall’esperto di innovazione Marcello Guaiana, a cui hanno preso parte i candidati al Consiglio regionale, Roberto Cosolini e Antonella Grim.
Innovazione, sostenibilità e interazione sono le parole chiave per comprendere questa metodologia. È un approccio che offre una visione integrata e che riduce gli sprechi e i tempi di realizzazione e permette di gestire meglio la complessità, grazie a sistemi di pianificazione, simulazione e condivisione di dati, hanno chiarito Nicola Tosolini, modellatore BIM junior, e Mario Caputi, co-ideatore e docente al master BIM Manager al Politecnico di Milano.

Un approccio espressamente previsto e promosso dal nuovo Codice appalti del 2016 e che si avvia verso l’obbligatorietà.
«In una partita come quella del recupero di Porto Vecchio, lo sguardo non può fermarsi all’oggi, deve andare al lungo termine. E investire su una tecnologia come questa significa proprio guardare al futuro. Un processo tutt’altro che banale, che certamente richiede un grande impegno per essere avviato, ma è la scelta necessaria per garantire un alto tasso di innovatività e sostenibilità dell’opera – nota Antonella Grim, consigliera comunale Pd e candidata al Consiglio regionale -. Una metodologia fondata su un principio di cooperazione, in cui tutte le figure che ruotano attorno a un progetto, dalla committenza ai progettisti fino alle società che poi realizzano l’opera, possono lavorare, assieme, in tempo reale».
«Trieste ha iniziato, forse un po’ un ritardo, il percorso per diventare “smart city” ovvero una città che usa innovazione e le più avanzate tecnologie per migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita della città. – rileva Roberto Cosolini -. Le scelte dei nostri 5 anni di amministrazione andavano in questa direzione. Porto Vecchio è diventato il simbolo della possibile trasformazione di Trieste. Ed è qui che noi, la comunità, dobbiamo mettere il massimo di conoscenza e di intelligenza possibili affinché diventi il nuovo perno di una città sempre più smart».

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